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Cristiano Ronaldo: Tosi lo aveva scoperto per primo, il Parma perse l’occasione

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Cristiano Ronaldo: Tosi lo aveva scoperto per primo, il Parma perse l’occasione

«Feci il suo nome a Tanzi che prese tempo perchè non era famoso. Dopo un mese mi diede l’ok, troppo tardi: il Manchester se lo era già assicurato» 

Il colpo di mercato dell’estate e del secolo, come già tutti lo hanno ribattezzato, lo ha compiuto la Juventus: Cristiano Ronaldo, il cinque volte pallone d’oro, è da ieri un giocatore bianconero e il suo arrivo in Italia, capace di monopolizzare le cronache di tutto il mondo, rende realtà ciò che avrebbe potuto essere, ma non fu, quindici anni fa, quando CR7 era solo una promessa. “Forse non tutti sanno che…”, si direbbe riavvolgendo il nastro per raccontare una storia che va ad intrecciarsi con quella del Modena rinato dalle ceneri del fallimento. Il protagonista si chiama Doriano Tosi, ora impegnato a costruire una corazzata per riportare il club gialloblù nei professionisti. Un dirigente che nell’ormai lontano 2003, dopo aver costruito il “miracolo Longobarda” e vissuto a Modena la doppia scalata dalla C alla A, scelse la stimolante avventura nell’ambizioso Parma, protagonista in Italia e in Europa prima del crac Parmalat. Nastro riavvolto. Estate 2003. Tosi ricorda tutto ancora bene: «Dovevamo sostituire Mutu - racconta - spendendo la metà rispetto a quanto ricavato dalla sua cessione. La situazione economica, a Parma, iniziava a non essere più rosea. Negli ultimi mesi avevo seguito con attenzione il campionato portoghese, lì si potevano trovare veri affari. Parlai con i Tanzi, Calisto e il figlio Stefano, poi con Arrigo Sacchi, che era il direttore tecnico, e consigliai Ronaldo. Certo, non mi ero accorto solo io di quanto fosse forte: era l’unico calciatore classe ’85 nel Portogallo vincitore degli Europei Under 21, gli altri erano tutti ’83… Tanti occhi, però, erano su Quaresma. Ricevetti il via libera: lo Sporting Lisbona chiedeva 12 milioni, noi ne offrimmo 10. Ci muovemmo talmente bene che fummo davvero vicini a chiudere. Poi…». Poi arrivò un’amichevole, il 6 agosto 2003, tra Sporting e Manchester United: tre gol il biglietto da visita di Ronaldo. «Prandelli, all’epoca allenatore del Parma, mi telefonò dal ritiro di Gubbio: “Prendiamolo subito”. Ma era già tardi, avevamo perso troppo tempo». Perché CR7 aveva ricevuto all’istante la benedizione di Sir Alex Ferguson e ci volle poco, una settimana esatta, per annunciare il suo approdo ai Red Devils. Storie d’estate, storie di calciomercato. Chissà se i tifosi del Modena, che al veder Tosi così scatenato per far rinascere i canarini avevano pure creato la scherzosa bomba di mercato “CR7 al Modena”, ricordavano questo aneddoto. Il dg lo raccontò già quando, una volta tornato

a Modena in B, portò i portoghesi Manu e Jorginho. Non Ronaldo, ovvio, ma Tosi può riavvolgere il nastro e raccontare un’altra storia: quella volta in cui il Modena fu vicinissimo ad acquistare Yaya Touré dal Beveren. —

M.C.

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