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Gozzi: «Avevo un debito da saldare con Modena»

Il difensore si ripresenta ai tifosi: «Non potevo rinunciare a questa opportunità Essermene andato da retrocesso mi pesava troppo. Voglio un finale diverso»



Per capire quanta voglia avesse Simone Gozzi di tornare a Modena, rescindendo in un attimo il contratto con l’Alessandria e accettando senza problemi di scendere di categoria, sono bastate le prime parole del difensore di Campagnola da neo giocatore canarino. Parole tali da far subito trasparire una determinazione forse ancora superiore rispetto a quando indossava la fascia di capitano ai tempi della B, prima che il club sprofondasse fin dove oggi lo ritrova. Perché Gozzi aveva già da due an ...

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Per capire quanta voglia avesse Simone Gozzi di tornare a Modena, rescindendo in un attimo il contratto con l’Alessandria e accettando senza problemi di scendere di categoria, sono bastate le prime parole del difensore di Campagnola da neo giocatore canarino. Parole tali da far subito trasparire una determinazione forse ancora superiore rispetto a quando indossava la fascia di capitano ai tempi della B, prima che il club sprofondasse fin dove oggi lo ritrova. Perché Gozzi aveva già da due anni un chiodo fisso in testa: fare di tutto per riscrivere il finale della sua avventura a Modena, mettere definitivamente nel dimenticatoio quel 20 maggio del 2016 che a Novara sancì una pagina nera della storia canarina come la retrocessione in C, una gara stregata per lui e per il Modena prima che il club finisse in guai ben peggiori. Il modo migliore per farlo, anche se si è dovuti passare per un fallimento che ha cancellato più di 105 anni di storia, è ritrovare una società sana e ambiziosa a cui aggiungere la propria voglia di riscatto, insieme a una piazza che torna finalmente a ribollire di entusiasmo. Anche se la categoria è la D, una tappa inedita ma obbligata per Modena così come per Gozzi.

"Volevo e dovevo tornare – ha spiegato il difensore 32enne – per tante ragioni: per me stesso, per la società, per i tifosi e per la città intera. Avevo lasciato un conto in sospeso, la mia ultima partita con la squadra di quella che considero a tutti gli effetti la mia città non poteva essere la trasferta di Novara. Retrocedere in serie C dopo otto stagioni giocate in B con la maglia del Modena, per di più venendo espulso in pochissimi secondi nella gara decisiva, mi aveva fatto molto male. Non ho mai accettato di aver dovuto salutare Modena così malamente, retrocesso ed espulso e l’amarezza è aumentata nel vedere cosa è successo dopo: io vivo qui, so cosa hanno passato i tifosi nell’ultimo anno. Sono tornato con un solo obiettivo in testa: riportare il Modena nelle categorie in cui l’ho lasciato. Ringrazio il direttore Tosi e la società per avermi dato questa possibilità che mi riempie di stimoli, così come i miei agenti che hanno fatto gli straordinari per permettermi di essere di nuovo qui in tempi rapidissimi. In questi mesi speravo di ricevere una chiamata, quando ho sentito il telefono squillare non ho perso nemmeno un secondo per rispondere e accettare». Gozzi è pronto a tornare a comporre con Armando Perna la coppia di centrali difensivi già vista all’opera ai tempi della B. Dal vecchio-nuovo compagno ereditò la fascia di capitano, ora tornata proprio intorno al braccio dell’esperto difensore palermitano: «Giusto che sia così – ha sottolineato – ma penso che nessuno di noi in questa stagione penserà alla fascia. Tutti dovremo giocare da capitani, insieme dovremo essere sin dall’inizio una squadra, con grande senso di responsabilità e consci di avere un solo obiettivo da raggiungere per ripagare l’opportunità che ci è stata data: riportare la società e la città dove meritano di stare». A Modena il centrale reggiano non ritrova solo Perna ma tanti altri volti familiari: da mister Apolloni al ds Tosi, dai patron Romano Amadei e Romano Sghedoni fino a Carmelo Salerno, che conobbe da sponsor e ora ritrova da presidente: «È un piacere rivederli ma è soprattutto un piacere rivedere una piazza come Modena entusiasta grazie a loro». —