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Il “Giro d’Italia” con tre autori di frontiera

LEVIZZANO. Una tappa fuori casa per “Il giro d'Italia della poesia” che, al Castello ha visto protagonisti Prisca Agustoni, Fabiano Alborghetti e Vanni Bianconi del Canton Ticino. Una poesia di...

LEVIZZANO. Una tappa fuori casa per “Il giro d'Italia della poesia” che, al Castello ha visto protagonisti Prisca Agustoni, Fabiano Alborghetti e Vanni Bianconi del Canton Ticino. Una poesia di frontiera, anche se con specificità italiana perché i tre scrivono i componimenti nella nostra lingua. Ma la Agustoni, che opera anche in Brasile, dove insegna letteratura italiana e comparata all'Università Federale de Juiz del Flora, non nasconde le diverse contaminazioni con il dialetto ticinese, il francese e il tedesco, «per la convivenza plurale delle lingue, proprie della Svizzera. Ho studiato spagnolo e amo il protoghese. Sereni, Caproni e Montale mi hanno chiamato alla poesia, ma anche autori ispanici (Garcia Lorca...) sono stati fondamentali per me. Ma ho la consapevolezza dello straniamento nel guardare il mondo». Milanese di nascita, Alborghetti (direttore artistico per la Svizzera della rassegna Poesia Presente, e direttore della rivista online “Atelier”, autore anche di “43 Canti”) si definisce «cronista in versi» per l'osservazione dei fatti di cronaca, come la situazione dei diseredati e emarginati. Ha vissuto tre anni con gli immigrati clandestini. Pochi i modelli italiani di riferimento. Per il suo lavoro in ufficio impiega esclusivamente l'inglese. Da qui «una confusione linguistica - dice - materializzata». Si muove su più linee la poesia di Bianconi (dirige il festival di letteratura e traduzione Babel, è autore di “Ora prima. sei poesie lunghe”) che non nasconde, per l'attività di traduttore, l'influenza che esercitano gli inglesi (Auden) e di esporsi ad una gamma linguistica varia. «Uno spettro da cui portare ricchezza nella lingua italiana. Il nero sulla carta bianca è presenza umana». Durante l'incontro i tre, con cui ha dialogato Marco Bini, hanno ricordato Giorgio Orelli, toscano del Ticino, morto un anno fa, di cui si è sempre apprezzata l'acutezza, “l'espressionismo alpestre”. Registriamo i tanti consensi per la mostra di Andrea Chiesi nel Castello.

Otto grandi dipinti dei 19 esposti, in giugno, a New York, con un catalogo che recava le poesie del giovane Giorgio Casali che a Levizzano, all'inaugurazione, alla presenza di un numeroso pubblico, ha tenuto una performance, accompagnato dal gruppo musicale Siegfried.

Michele Fuoco

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