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Matilde, secoli di storia rimasti nelle pietre di chiese, torri e castelli

Nell’anno di studi dedicato alla Gran Contessa esce il libro sui lasciti che hanno arricchito S.Cesario e tutta la provincia

Sono stati finalmente presentati, pochi giorni fa nella cornice di Villa Boschetti a San Cesari, gli atti del convegno del novembre 2012 “San Cesario sul Panaro da Matilde di Canossa all'Età Moderna” (Pàtron Editore Bologna, pp. 249 euro 24,00) curati da Pierpaolo Bonacini e Paolo Golinelli. Per l’occasione era presente anche il prof. Elio Tavilla, docente di Storia del Diritto Italiano nel nostro ateneo.

L'uscita del volume è stata inserita tra le iniziative per il IX centenario della mo ...

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Sono stati finalmente presentati, pochi giorni fa nella cornice di Villa Boschetti a San Cesari, gli atti del convegno del novembre 2012 “San Cesario sul Panaro da Matilde di Canossa all'Età Moderna” (Pàtron Editore Bologna, pp. 249 euro 24,00) curati da Pierpaolo Bonacini e Paolo Golinelli. Per l’occasione era presente anche il prof. Elio Tavilla, docente di Storia del Diritto Italiano nel nostro ateneo.

L'uscita del volume è stata inserita tra le iniziative per il IX centenario della morte della Gran Contessa (1115-2015) nel corso di un evento - patrocinato dalla Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi e dal Comune di San Cesario, che ha visto letture animate per bambini e addirittura uno spettacolo teatrale sul famoso pentimento di Canossa.

La scelta di presentare gli atti del convegno nell'Anno Matildico non è stata casuale.

Il volume, infatti, unisce diversi saggi sulla Contessa e sul suo rapporto col territorio modenese. Notevole, per cominciare, l'intervento di Michèle K. Spike sugli interventi matildici nell'architettura religiosa, vista come veicolo della riforma gregoriana. Oltre alla nota fondazione della Badia di Frassinoro, infatti, Matilde e sua madre Beatrice sono intervenute con lasciti e realizzazioni in diverse chiese tra cui, nel Modenese, vanno ricordate la Pieve di Santa Maria della Neve di Quarantoli, la Sagra di Carpi, la Pieve di Sorbara sino ad arrivare al nostro Duomo che vide un sostanziale contributo canossiano. Matilde è documentata a San Cesario ben sei volte per dirimere dispute e assegnare terreni, come ci ricorda Golinelli nel suo saggio.

Notevole è poi l'approfondimento di Giuseppe Gardoni sui vassalli di Matilde tra i quali dobbiamo rintracciare gli antenati delle principali famiglie signorili del Modenese, quelle che più tardi troveremo scontrarsi tra loro per il controllo del Comune.

Tra questi va ricordato Ugone de Manfredo, visto che dalla consorteria dei figli di Manfredo deriveranno gruppi di potere come i Pio e i Pico, ma anche i capitani matildici del Frignano tra i quali si possono rintracciare i lontani progenitori dei Corvoli e dei Gualandelli, i due grandi ceppi signorili della nostra montagna. Insomma, la presenza di Matilde nel Modenese va ben oltre lo scontro tra la Contessa e il vescovo scismatico Eriberto, ma ha innervato la struttura stessa del territorio modenese che in seguito sarà il naturale spazio vitale del Comune.

Il volume presentato a San Cesario va oltre il periodo matildico e narra dell'ascesa dei Boschetti e del loro dominio a San Cesario (XIV secolo), si sofferma sull'inquisizione a San Cesario, dove i documenti confermano una diffusa pratica della stregoneria per ottenere la guarigione, sulla splendida villa e sul notevole monumento a Boschetti di Antonio Begarelli conservato nella pieve di San Cesario.

Gabriele Sorrentino