Quotidiani locali

Il cabaret riletto al femminile

Il racconto di un’epoca con i ritratti di donne famose, dalla Reiter alla Serao

Questa sera alle 21.00 il Teatro Storchi apre le porte al Frauenkabarett con “Se non si osa nulla, non si può neppure vincere nulla”, un cabaret al femminile lungo un secolo in occasione della giornata internazionale della donna.

Lo spettacolo nasce in seno al progetto di Ert “Carissimi Padri: almanacchi della Grande Pace (1900-1915)” coordinato e diretto da Claudio Longhi. Presenti alla serata gli attori della compagnia e la partecipazione del Corpo Bandistico di Castelvetro di Modena diretto dal maestro Federico Maffei. L'iniziativa è promossa per l'occasione dall'Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Modena.

«L'idea è quella di celebrare la giornata della donna scegliendo un punto di vista particolare, che è il rapporto della donna con l'universo del lavoro, contestualizzandolo all'interno di un approfondimento sugli anni della Belle Epoque – spiega Claudio Longhi - Tra il 1900 e il 1915, focus di approfondimento di tutto il nostro progetto, però anche con un'attenzione a ciò che viene dopo, con l'idea fondante che il nostro oggi sia figlio di quel mondo. Tra l'altro quel mondo è stato uno straordinario laboratorio di emancipazione perchè ha visto maturare un'affermazione dei diritti della donna».

Lo spettacolo vedrà in scena spie, infermiere, attrici, operaie, cantanti, giornaliste, disegnatrici di moda, politiche, le donne della Belle Époque, figure femminili che caratterizzarono l’inizio del Novecento, anni animati da entusiasmi libertari, dai movimenti femminili, dal vortice terribile del primo conflitto mondiale che per converso ha segnato il consolidarsi del lavoro femminile.

«Virginia Reiter, Fati Manieris, forse poco nota, fu una delle più grandi trasformiste dell'epoca; Matilde Serao, la pedagogista antimilitarista Fanny Dal Ry, la Altobelli, la stilista Rosa Genoni, e Anna Kulishoff - aggiunge Longhi - Partendo dalla realtà modenese e aprendo uno sguardo al mondo raccontiamo una serie di figure femminili che sono delle compagne di viaggio che ci dipingono quegli anni lanciano un ponte per capire cosa è successo nel futuro successivo. Tutto nella forma del cabaret che ben si presta alla tonalità ironica e di leggerezza che è la cifra caratteristica di tutto il progetto Carissimi Padri. Non la leggerezza derisoria, ma una leggerezza che nasce dalla volontà di raccontare la realtà ma non in modo diretto».

“Se non si osa nulla, non si può neppure vincere nulla” è una citazione di Brecht a cui si ricollega Longhi. «La considerazione che mi viene di fare è che, in fondo, gli ultimi cent'anni hanno dimostrato che si è osato tanto e si è vinto tanto, e siccome molto resta ancora da vincere, proprio per questo tanto dobbiamo ancora osare».

La compagnia è composta da Donatella Allegro, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia, Simone Tangolo; alla fisarmonica Olimpia Greco; a cura di Claudio Longhi; assistente alla regia Giacomo Pedini.

All’iniziativa hanno il loro appoggio

Cgil, Galleria Civica, Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea, Unione Società Centenarie Modenesi, Corpo Bandistico di Castelvetro. Per le immagini dello spettacolo si ringraziano per la collaborazione Fondazione Fotografia Modena e Museo Civico d‘Arte Modena.

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