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Le “Margherite” di Wilma: indagine sul lavoro

La Massucco ha presentato in prima visione domenica alla Tenda il suo ultimo lungometraggio

MODENA. È uno sguardo potente e prezioso quello di Wilma Massucco, filmmaker indipendente di origini piemontesi e modenese d'adozione. Lo dimostra ancora una volta il suo ultimo lungometraggio sul tema del lavoro: “Margherite volanti. Essere uomini ed essere donne nel mondo del lavoro oggi” proiettato in prima visione alla Tenda. Il documentario è stato commissionato nell'ambito del progetto “Stereotipi di genere sul lavoro: dal riconoscimento all'azione” promosso e coordinato dall'Udi di Modena con il Centro Documentazione Donna, il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e il patrocinio del Comune. Moltissimo il materiale raccolto e montato dalla regista: circa cinquanta le interviste, tra quelle realizzate a studenti e a studentesse dell'Istituto Tecnico Agrario Calvi e del Liceo Scientifico Statale Morandi di Finale, e quelle ad esponenti del mondo del lavoro e a rappresentanti delle Istituzioni. «La cosa difficile in questo documentario - spiega Wilma - è stata la complessità del tema. Non si tratta solo di “lavoro” in senso stretto, ovvero del fatto che le donne sono discriminate, guadagnano di meno e non hanno posizioni in ruoli chiave. Mi sono anche resa conto che, oltre alle questioni politiche, un fondamento del problema sta nelle dinamiche della relazione di coppia, perché il percorso professionale individuale viene inevitabilmente condizionato dalla gestione della maternità e della cosiddetta “cura” (della casa, della famiglia, dei bambini, degli anziani). Si dà per scontato che sia la donna a prendersene carico, e la conseguenza è che, dovendosi spesso assentare per questioni familiari, alla donna difficilmente verranno assegnati lavori in posizione chiave. Segue che guadagnerà di meno e quando si tratterà di decidere chi deve stare a casa, si sceglierà la persona all'interno della coppia che guadagna di meno, cioè la donna. Un circolo vizioso, insomma. Ma perché la maternità deve essere gestita solo dalla donna? L'esperienza della paternità può essere meravigliosa: chi l'ha vissuta racconta agli altri uomini che non sanno cosa si stanno perdendo. C'è qui un ribaltamento della visione della maternità e della paternità, così come della cura. Oggi, mediamente, la donna dedica al cosiddetto lavoro di cura 5 volte il tempo dedicatovi dall'uomo, ma questo fortunatamente non è più un discorso scontato».

Perché la scelta del titolo “Margherite Volanti”?

«Ho guardato il lampadario con margherite della casetta dell'Ist. Calvi, dove ho realizzato gran parte delle interviste e lì mi è arrivato il titolo. Le margherite riportano a un'immagine positiva.

Ma dovrebbero essere radicate nel terreno, queste invece sono volanti, a indice di una precarietà che contraddistingue il mondo del lavoro».

Hai già idee per un prossimo lavoro?

«Sì, sarà un tema completamente diverso da quelli che ho trattato finora».

Federica Cornia

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