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Gli amici: «Noi lo ricordiamo così”

In un’articolata sezione l’omaggio di conoscenti e compagni di vita

Per i modenesi una lettura piacevole e intrigante, per tutti gli altri l’opportunità di conoscere, attraverso una specie di affresco lungo una quarantina di anni, lo spaccato di una realtà sociale e culturale che appartiene ormai alla storia. È la sezione del libro dedicato ad Adriano Malavasi che riunisce il ricordo dei suoi amici, di quanti lo hanno frequentato come uomo o intellettuale. O in entrambi i modi. Tantissimi i nomi di chi ha contribuito a questa sezione che apre piccoli scorci sull’amicizia raccontata in prosa ma anche in forma di filastrocca o di poesia. Così, dal primo intervento firmato da Rossella Adani “Io Adriano lo ricordo così”, si passa a quello di Amos Amaranti che nel suo “Per Ottavino” entra nel filone musicale di Malavasi “Come non ricotdare Ottavino Engisberti!!!! Sì, ebbene, lo chiamavo proprio così quando facevamo le prove a casa mia per la preparazione dell’O’Babel group”. Poi Carlo Ancarani “Quando uno è triste”; Roberto Barbolini con “Malavasi tra l’India e le tigelle” che rivela di aver conosciuto Adriano non tanto di persona, essendo più giovane, ma facendo la prefazione alla raccolta “Gelati” e “... trovando la conferma di un talento bizzarro e indisciplinato, sospeso tra nostalgie dell’avanguardia anni ’60-’70 (di cui era stato involontario protagonista) e gli indizi di una rinnovata voglia di raccontare”. La moglie Rossella Bertacchini gli dedica “Adriano, un uomo autentico e carismatico”: in poco più di due pagine la storia del loro amore e della stima, oltre che dell’affetto, che la legò per vent’anni a un uomo di cui “mi manca tutto” conclude. Poi, ancora, Mario Bertoni, Maurizio Biscaro, Edoardo Bolzani, Teresa Camorali, Marco Caretti, Claudio Cerchiari, Tiziano Cogarelli, Beppe Cottafavi, Carlo Cremaschi, Giuliano Della Casa, Fausto Ferri, Paolo Fiorani, Ugo Gagliardelli, Alberto Giavatto, Marco Gibellini, Maurizio Giuliani, Piero Goldoni, Fabrizio Govi, Franco Guerzoni, Walter Iscra, Umberto L’Astorina, Giuseppe Lutti, Ivan Marchi, Giovanni Montanari, Francesca

Rebucchi, Lucietta Righetti, Maurizio Rossi, Vanni Sala, Gennaro Salerno, Vasco Sanuti, Carlo Savigni, Flaminio Schenetti, Daniele Soragni, Maurizio Spatola e Wainer Vaccari. Insomma, si potrebbe dire, un bella rappresentanza di una Modena che non ha mai smesso di inseguire i propri sogni.

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