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“Italia, un sogno” La voce di Grigolo per un aiuto all’Ail

MODENA. Da “La donna è mobile” a “Una furtiva lagrima”, passando per “Vesti la giubba”, “Che gelida manina” e “Nessun dorma”: è interamente dedicato al belcanto e alla grande musica italiana “Italia....

MODENA. Da “La donna è mobile” a “Una furtiva lagrima”, passando per “Vesti la giubba”, “Che gelida manina” e “Nessun dorma”: è interamente dedicato al belcanto e alla grande musica italiana “Italia. Un sogno”, il tour del tenore Vittorio Grigolo che fa tappa stasera, alle 21, al Teatro Comunale Pavarotti. E proprio la Fondazione che porta il nome del grande Maestro modenese e lo stesso Grigolo hanno deciso di sostenere con una donazione la sezione modenese di Ail dedicata a Big Luciano che contribuì alla sua realizzazione. Vittorio Grigolo,ýl’ultimo allievo cui Pavarotti diede lezioni e consigli prima di mancare, è infatti desideroso di onorare la memoria di chi per primo credette in lui. Grigolo incontrò per la prima volta Pavarotti quando aveva solo 13 anni. Il giovane era stato scelto per eseguire il ruolo del pastorello nella Tosca di Puccini accanto a Pavarotti all’Opera di Roma.

Racconta Grigolo: «Questo fu un sogno diventato realtà, poter condividere il palcoscenico con Luciano, ma soprattutto è stata una scoperta perché lui in quei momenti è stato con me un mentore. Nonostante i suoi impegni lui mi aspettava ogni sera fuori dal palcoscenico per darmi dei consigli. Ancora oggi porto con me una dedica che allora mi fece, dove mi scrisse su un libro “Vittorio, se studi e fai quello che devi diventerai primo. Un caro ricordo Luciano Pavarotti”. Una dedica meravigliosa che è quella che mi ha dato la forza per studiare e continuare a cantare».

Il cast dello spettacolo è composto da quattordici artisti tra cantanti e attori, dall’Orchestra Sinfonica di Asti e dal coro. Grigolo, in coppia con il soprano Mihaela Marcu, e diretto da Alberto Meoli, interpreterà 14 arie d’opera ambientate in 14 diverse scene, ciascuna atta a evidenziare un momento storico italiano preciso. Un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, passando dal Rinascimento alle due guerre mondiali,

dalla ricostruzione dopo le devastazioni belliche alla “dolce vita”, attraverso il delinearsi delle grandi icone che hanno reso il nostro Paese unico nel mondo, come l’arte, la musica, il cinema, la moda e i motori. La sartoria Brancato di Milano si occupa degli oltre 200 costumi di scena.

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