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Il linguaggio del varietà per sogni e disillusioni di   guerra e dopoguerra

Il linguaggio del varietà per sogni e disillusioni di guerra e dopoguerra

Alla sala Boldrini “Festa-di-voracità” una cena spettacolo che immergerà il pubblico negli anni Quaranta e Cinquanta

MODENA. Prosegue la prima fase di attività di “Un bel dì saremo”, il nuovo progetto di teatro partecipato di Emilia Romagna Teatro Fondazione con il patrocinio del Comune. Puntando a recuperare la memoria della città e dei suoi spazi industriali nel corso del Novecento attraverso un percorso di teatro partecipato, il progetto prevede il coinvolgimento di associazioni, istituzioni e realtà del territorio.

È in questa cornice che “Un bel dì saremo” approda questa sera alle 20.30 alla Sala Boldrini del Centro Sportivo Italiano - Comitato di Modena con la prima delle cene-spettacolo del ciclo intitolato “Festa-di-voracità”.

Realizzata in collaborazione con il CSI - associazione fondata sul volontariato che promuove lo sport come momento di educazione, crescita e aggregazione sociale - la serata ripercorrerà gli anni Quaranta e Cinquanta, tra la guerra e il dopoguerra. Erano gli albori di una nuova repubblica, nata nella tempesta tra infinite promesse di libertà e il sogno di un mondo da reinventare. Era lo scorcio di un decennio apertosi nella tregenda, ma era pure l'avvio d'un altro mezzo secolo ancora da creare, con il duro lavoro sì, però con un desiderio di vita tutto da praticare.

Riannodando i fili di storie all'apparenza minute, viste con lo sguardo leggero e “popolare” del teatro di varietà, gli attori del progetto Donatella Allegro, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia, Simone Tangolo intratterranno i commensali con una formula scenica conviviale già sperimentata con il precedente progetto di teatro partecipato di Ert, “Carissimi Padri…”.

Partendo da materiale letterario o documentario, la cena-spettacolo trasforma in racconto teatrale sogni e disillusioni di guerra e dopoguerra: prendendo le mosse dalla Santa Giovanna dei Macelli di Bertolt Brecht, passando per Memoriale - il capolavoro di Paolo Volponi che con la storia dell'operaio Saluggia sbaragliò le discussioni sui rapporti tra letteratura e industria - si approderà ai primissimi anni del CSI, che proprio all'indomani della guerra si fa promotore di innovative proposte “dopolavoriste”.

Ai racconti degli attori si intervalleranno brani musicali che, spaziando dal musicista e direttore d’orchestra Gorni Kramer al famoso Quartetto Cetra, aiuteranno il

pubblico a immergersi nelle atmosfere e nella memoria degli anni Quaranta e Cinquanta.

Ingresso allo spettacolo gratuito con prenotazione obbligatoria a unbeldi@emiliaromagnateatro.com

Informazioni: www.emiliaromagnateatro.com | www.unbeldisaremo.it unbeldi@emiliaromagnateatro.com

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