Quotidiani locali

Il caso Majorana show al Michelangelo di Modena

La misteriosa scomparsa dello scienziato al centro di un talk con cui si stigmatizza, in modo ironico, la tivù “spazzatura”

MODENA. Uno degli spettacoli di punta di tutta la rassegna di prosa del Teatro Michelangelo, va in scena da domani a giovedì, alle 21. La Compagnia della Luna presenta “Il caso Majorana show” di Claudio Pallottini, con: Marco Simeoli (che cura anche la regia), Stefano Messina, Sebastiano Colla, Cristina Pellegrino, Claudio Pallottini, Nicola D'Eramo, Andrea Giuliano, Carlotta Proietti, Pietro Messina, Andrea Bianchi, Cristina Pensiero; supervisione artistica di Gigi Proietti.

Il teatro in tv. La tv a teatro. Il sipario si apre e gli spettatori sono catapultati in un colorato studio televisivo, dove è in onda un popolare talk show. Qui la realtà è confusa con la finzione e la ricostruzione dei fatti con le dicerie. L’abile conduttore intervista esperti, colleghi e parenti di Ettore Majorana, il geniale fisico che sparì nel nulla nel marzo del 1938, alla vigilia di una scoperta memorabile, quale quella della bomba atomica. Con ironia e divertimento, si cerca di ricostruire il giallo della scomparsa e la personalità di Ettore Majorana, incalzando gli ospiti del programma con domande pressanti.

Il tentativo di risolvere l’enigma, che costituisce il nucleo dello spettacolo, consente un divertente gioco teatrale, all’interno del quale si mescolano due diversi piani temporali: quello del presente, dove in una rocambolesca trasmissione televisiva compaiono sia alcuni esperti dei nostri giorni, come uno storico e uno psichiatra; quello del passato con le evocazioni, o forse i fantasmi, dei protagonisti della vicenda, come Enrico Fermi e sua moglie Laura, Edoardo Amaldi e la zia di Majorana. Sono tutti convocati per fare luce sul mistero e per narrare la storia dal proprio punto di vista. Majorana si suicidò o fu fatto sparire in quanto persona diventata scomoda? Perché le indagini della polizia furono affrettate e superficiali? È un enigma ancora aperto che desta interrogativi pressanti sul ruolo della scienza e dei suoi limiti. «È uno spettacolo straordinario - spiega l'attore Ettore Messina - Intanto non è inquadrabile in nessun genere ma è sicuramente curioso e particolare e riesce ad appassionare il pubblico a questo caso non risolto su uno dei più grandi geni della fisica. Si ricostruisce con ironia, grande divertimento e un pizzico di giallo uno dei grandi segreti della storia italiana».
Il tutto si svolge in uno studio televisivo.
«È un talk show dove ci sono ospiti del presente e del passato che danno la loro lettura dei fatti».
Gli studi televisivi oggi sono un po’ le sedi dei processi?
«C'è una critica feroce alla televisione. Argomenti importanti vengono dati in pasto alla televisione e diventano materiale per ricavarne uno show e fare audience».
La morte di Majorana è ancora avvolto nel mistero.
«Il mistero non è stato ancora risolto. Ci sono varie ipotesi e nello spettacolo ognuno dei personaggi dà una propria visione dei fatti. C'è chi sostiene che si è trattato di un suicidio, altri che sia scomparso. Il pubblico in sala viene coinvolto in questo dibattito per sapere se si è fatto una propria idea di come sono andati i fatti».
Si può sorridere con una commedia che tratta un argomento così serio?
«È uno spettacolo divertentissimo. Questa è una delle magie del teatro, riuscire a trattare un argomento serio

con molta ironia e divertimento, Diciamo che è uno spettacolo non classificabile. Il direttore del Michelangelo Berto Gavioli ci ha voluto a tutti i costi dopo aver visto lo spettacolo. Per noi non è sempre facile muoverci perché siamo una dozzina di attori ma a Modena non si poteva mancare».

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NUOVE OPPORTUNITA' PER CHI AMA SCRIVERE

Servizi, una redazione a disposizione dell'autore