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Modena, una Cenerentola vissuta sul palco  da 240 bambini

Un successo per “La Cenerentola” di Gioachino Rossini che ha conquistato il pubblico del Teatro Comunale. Uno spettacolo pensato per far rivivere il capolavoro di Rossini in una versione...

MODENA. Un successo per “La Cenerentola” di Gioachino Rossini che ha conquistato il pubblico del Teatro Comunale. Uno spettacolo pensato per far rivivere il capolavoro di Rossini in una versione originale e diversa dal classico che ha coinvolto bambini, ragazzi e famiglie per una serata insieme all’Opera.
Ad aggiungere vigore a questo progetto la partecipazione, sul palco insieme agli artisti, di 240 bambini, dai 6 ai 13 anni delle scuole primarie e secondarie di 5 comuni dell’Appennino modenese (Aquaria, Sestola, Fanano, Pavullo e Verica) preparati da Sabina Mezzacqui e di un’orchestra formata da studenti dell’Istituto Vecchi-Tonelli. Bambini che sono stati il coro dello spettacolo, dove si sono esibiti giovani cantanti lirici che sono stati selezionati lo scorso 16 marzo tramite il concorso dell’Istituto Vecchi-Tonelli. Una serata particolare, fatta di giovani talenti alle prese con una grande opera sotto la direzione artistica e musicale di Angelo Gabrielli, fondatore e direttore artistico del festival “Appennino InCanto”, appuntamento che si tiene due volte all’anno che vanta come madrina Caterina Caselli. L’iniziativa è riuscita non solo a coinvolgere tanti bambini e a confrontarsi con l’opera ma anche a portare a teatro intere famiglie che hanno potuto assistere tutti insieme a una serata molto speciale. Una coproduzione di “Appennino InCanto", Fondazione Teatro Comunale di Modena, Istituto Vecchi-Tonelli e realizzato grazie al contributo di Bper Banca. Tra i protagonisti Beatrice Mezzanotte nel ruolo di Cenerentola, Eugenio Di Lieto nel ruolo di Don Magnifico, Antonio Garès nel ruolo di Don Ramiro, Gaia Matteini nel ruolo di Clorinda, Veronica Esposito nel ruolo di Tisbe, Daniele Terenzi

nel ruolo di Dandini, Giulio Alessandro Bocchi nel ruolo di Alidoro, con la presenza di Francesco Farioli nel ruolo del narratore. L’allestimento in forma semiscenica è stato curato nella regia da Pierluigi Cassano, con la drammaturgia di Paolo V. Montanari.
Serena Fregni

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