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Modena. “Delitto e castigo”: debutta la rilettura di Bogomolov 

Cast tutto italiano per l’adattamento del regista russo in cartellone dal 18 maggio Attualizzata la vicenda a partire dal protagonista che qui è un immigrato africano

MODENA. Dal 18 al 22 maggio in scena al Teatro Storchi “Delitto e castigo”, l’adattamento teatrale di uno dei romanzi del genio russo Fédor Dostoevski che torna a teatro, questa volta diretto da Konstantin Bogomolov, regista russo, tra le voci più lucide della scena contemporanea russa.
Lo spettacolo sarà un adattamento del romanzo, il testo è stato riadattato ma non riscritto, solo tagliato e ricomposto dal regista, come racconta lui stesso: «Ho lavorato molto su Dostoevski a Mosca e c’è molto rispetto nel portare in scena le sue opere, anche se riadattate. Ho cercato di mantenere il tema portante, i personaggi, e gli eventi che si svolgono in Russia proprio per evitare di dover cambiare il nome dei personaggi».
Il riadattamento attualizza la vicenda, a partire dal protagonista, Raskol’nikov, che in questa versione diventa un immigrato africano, privo di qualsiasi ideologia che si rende colpevole di omicidio uccidendo una donna bianca e sua figlia. Da questo in poi la trama si infittisce di ulteriori personaggi e elementi narrativi portati in scena da un cast composto da attori tutti italiani, da Anna Amadori, Marco Cacciola, Diana Höbel, Margherita Laterza, Leonardo Lidi, Paolo Musio, Renata Palminiello e Enzo Vetrano.
«Mi fa molto piacere - commenta Claudio Longhi, direttore di Ert - notare come, ancora una volta, un regista internazionale sia qui a dirigere un cast tutto italiano e notare come ci sia una contaminazione profonda che è un motivo di ricchezza e crescita per la nostra proposta narrativa e drammaturgica».
Un teatro, aggiunge Longhi, quello di Ert, aperto all’Europa e che continuerà in questa direzione: «Siamo aperti non solo all’Europa ma al dialogo, ci sono nel cast attori fortemente legati al territorio e altri che vengono da altri paesi. È un dialogo importante che mai come oggi è necessario affrontare e il teatro è in prima linea».
Il regista è molto soddisfatto del lavoro svolto e della collaborazione con Ert: «Ci sono state le condizioni ideali per lavorare al meglio - commenta Bogomolov - e credo che poter lavorare su un autore del genere sia una grande fortuna e gioia, soprattutto in relazione con la contemporaneità, la cultura e la civiltà dell’Europa Occidentale».
Un lavoro impegnativo, quello di riportare in scena un capolavoro come “Delitto e Castigo” che il regista ha voluto fare cercando il modo migliore per rapportarsi al testo: «Si deve trovare sia un modo per rapportarsi ad un materiale fortemente arcaico e un altro per cercare di padroneggiare l’inattualità del tema trattato. Le domande che ci si poneva nel diciannovesimo secolo non sono più formulate oggi con lo stesso pungente impulso di trovare un risposta. Quindi è importante dare nuova linfa a queste domande e nuova vita all’argomento che stiamo affrontando facendolo rispettando la grande ironia che caratterizza le opere di Dostoevskji anche se nel romanzo in questione è quasi assente».
Quello che si va a creare, secondo la visione del regista, è un dialogo e non solo con l’opera: «Andiamo ad intraprendere un dialogo
non solo con l’autore e con il romanzo ma con la sua mitologia e con tutte le numerose versioni e differenti letture che gravitano intorno all’opera». Grande lavoro anche dal punto di vista dei costumi, creati da Larisa Lomakina e della luci, curate dall’italiano Tommaso Checcucci.

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