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Modena, torna il Jazz Festival, dal carcere al centro note di fratellanza 

«Lo swing come vera essenza del jazz, il jazz come musica di fratellanza». Con queste parole è stato presentato, ieri mattina, il programma del Modena Jazz Festival

MODENA. «Lo swing come vera essenza del jazz, il jazz come musica di fratellanza». Con queste parole è stato presentato, ieri mattina, il programma del Modena Jazz Festival. Giulio Vannini, il direttore artistico della kermesse, ha delineato le principali caratteristiche di quest’edizione.

«Come coinvolgere la città?» si sono domandati gli organizzatori. «Attraverso un jazz sociale, ma allo stesso tempo che fa divertire - ha spiegato Vannini - è stata la risposta». Il primo spettacolo, intitolato “Festa della musica, dal jazz al blues senza ritorno” sarà oggi alle 16.30, al carcere Sant’Anna. Saranno i musicisti del collettivo “Amici del jazz” a portare la musica fra i detenuti.

«Abbiamo scelto questo luogo - ha detto il direttore artistico - per sensibilizzare la cittadinanza su diversi temi: ecco perché jazz e sociale è, per quest’edizione, un punto rilevante dell’associazione. Nei prossimi mesi vorremmo svolgere concerti anche in altri luoghi importanti della città, come le case di riposo. D’altronde, il jazz ha sempre mandato un messaggio oltre che di fratellanza, di tolleranza».

L’appuntamento alla casa circondariale è riservato agli ospiti della struttura. L’apertura del Festival in centro storico sarà in piazza della Pomposa domani alle 21.30 con Luciano Bruni. Il pianista modenese avrà carta bianca per quanto riguarda l’itinerario musicale che vorrà far ascoltare ai concittadini. Non a caso, il titolo dell’esibizione è proprio “Carta bianca a Lucio Bruni”.

Gli strumenti musicali verranno suonati, di nuovo, venerdì alle 21.30 in piazza XX Settembre. A colorare la serata con note del repertorio contemporaneo, ci sarà il “Black art jazz collective”, in collaborazione col Festival Jazz di Bologna. Dopo l’esibizione dei jazzisti americani, sabato 24, si potrà udire una trait-d’union tra musica jazz ed elettronica con i brani dei “The mixtapers”.

“Incursioni tra jazz e nuove rotte” è il titolo della serata di sabato che si svolgerà in piazza XX Settembre, sempre alle 21.30. La rassegna si chiuderà con l’appuntamento di domenica 25 alle 11. Nella suggestiva cornice del lapidario al Palazzo dei Musei, suonerà il pianista modenese Stefano Calzolari, accompagnato, tra gli altri, anche dal batterista Gianni Cazzola.

Oltre a nomi noti dell’ambiente jazz, sarà data la possibilità anche a giovani musicisti emergenti di suonare durante il Festival. In particolare, è in seconda serata, a partire dalle ore 23 che presso il locale

Mob si potranno esibire gruppi di “musicisti in erba”, in particolare da giovedì a domenica sera. Nello spazio di via Castelmaraldo, durante tutto il corso del Modena Jazz Festival, sono state organizzate, inoltre, attività collaterali, come cene con gli artisti e jam session.
 

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