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Franca e Diana, elogio del teatro sulla scena del giardino di casa
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Franca e Diana, elogio del teatro sulla scena del giardino di casa

MODENA. Nel sogno di una notte di mezza estate il teatro arrivò… in un giardino. Nel cuore verde di un condominio di via Ruffini si è animata la quinta “domenica laboriosa” di Ert. L’attrice Diana...

MODENA. Nel sogno di una notte di mezza estate il teatro arrivò… in un giardino. Nel cuore verde di un condominio di via Ruffini si è animata la quinta “domenica laboriosa” di Ert. L’attrice Diana Manea ha intervistato e dialogato con Franca Manzotti, dell’associazione Amici dei Teatri modenesi. Due generazioni, due visioni diverse di uno stesso fenomeno: la meraviglia del teatro. Diana, attrice di 38 anni, e Franca, insegnante la cui passione per gli spettacoli ha origine dai tempi in cui, per immaginare, bastava la radio. Un’attrice ed una spettatrice. Davanti ad una piccola platea di trenta persone, tra cui molti suoi condomini, Franca ha raccontato di come la sua passione per il teatro sia nata grazie ad una zia che, mentre cuciva, ascoltava i suoni della lirica e le parole della prosa uscire dalla radio. Da lì, la scintilla di un amore che l’ha portata a viaggiare di teatro in teatro per seguire soprattutto spettacoli di prosa. Diana faceva le domande ed intervallava il dialogo leggendo stralci di lettere o monologhi di grandi nomi del palcoscenico: da un brano sulla vocazione dell’attore Louis Jouvet, all’ironica riflessione di Ennio Flaiano sull’importanza di dormire a teatro, ai sentiti ringraziamenti di Giorgio Strehler, fino alle commosse parole della Mommina di Pirandello. Due le missioni dell'incontro: il primo, più diretto, è stato quello di affascinare la platea, scesa dagli appartamenti del condominio per ascoltare la loro vicina Franca al di fuori delle più problematiche assemblee. «Spero di aver lanciato dei germi di curiosità, di avervi incuriositi, di aver dato spunti per avvicinarvi al teatro» ha commentato la Manzotti. La seconda missione si iscrive in un progetto più grande, in cui sono racchiusi tutti gli appuntamenti di “È domenica son qui”, anche dette “domeniche laboriose”. Nella cornice del progetto biennale “Un bel dì saremo”, che racchiude circa quaranta appuntamenti, gli incontri domenicali giocano un ruolo importante per cercare di capire com’è cambiata la città di Modena nel corso del Novecento. Un mutamento da indagare attraverso il teatro ed i racconti di chi lo ha vissuto. Franca ha avuto modo di raccontare come, da spettatrice, abbia visto i registi cambiare. «Quelli di oggi sono diversi da quelli di un tempo. Non sono accondiscendenti nei confronti dello spettatore, anzi: lo pungolano, lo stuzzicano. Credo che
questa sia una cosa importante». Al termine della serata, Franca ha ringraziato Diana per la sua energia, mentre l’attrice ha tratto spunti e nuove ispirazioni dai racconti della spettatrice. Una serata che ha raggiunto l’obiettivo di arricchire la platea ed i partecipanti al dialogo.

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