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Modena, “Duello nel ghetto”: incontro con Amedeo Osti Guerzoni

L’autore sarà protagonista alle 21.30 di un incontro col pubblico ai Giardini Ducali per presentare il libro scritto “a quattro mani” con il direttore de La Stampa Maurizio Molinari

MODENA. “Moretto” è l’unico ebreo romano che nel 1943, durante l’occupazione nazista, resta in città per dare la caccia ai suoi persecutori. È lui il protagonista di “Duello nel ghetto”, l’opera scritta a quattro mani dal direttore de La Stampa Maurizio Molinari e dallo storico Amedeo Osti Guerrazzi, che sarà presentata oggi, alle 21.30, ai Giardini ducali di Modena nel programma di Giardini d’estate. Alla serata interviene il coautore Amedeo Osti Guerrazzi. Organizzata da Studio's e sostenuta da BPER Banca ai Giardini Ducali di Modena in corso Canalgrande, la rassegna si colloca nell'ambito dell'Estate modenese del Comune. L'ingresso è come sempre gratuito. La storia di Moretto, il cui vero nome è Pacifico di Consiglio, come quella di tanti ebrei romani, cambia dopo il 1938. Ma a differenza di altri, Moretto trova il modo per ribellarsi. Fa innamorare la nipote di Luigi Roselli, uno dei più spietati e pericolosi collaboratori italiani dei nazisti, e, grazie alle informazioni della giovane, lancia una sfida alle bande comandate dal colonnello Kappler, capo della polizia tedesca di Roma. Arrestato due volte, riesce sempre a fuggire continuando a combattere contro spie, delatori e poliziotti fascisti, in un duello che si gioca tutto nel Ghetto di Roma, una manciata di strade a ridosso del Tevere fino a pochi anni prima simbolo di convivenza e poi teatro di un mondo braccato dove si rifugiano, sfidando la sorte, i pochi ebrei sopravvissuti per caso o fortuna al rastrellamento del 16 ottobre 1943. Furono mesi estremamente complessi con episodi noti per la loro atrocità come il massacro di via Rasella del 16 ottobre 1943 dove vennero catturati mille ebrei, arrestati e deportati verso i lager e l’eccidio delle Fosse Ardeatine il 25 marzo 1944. In pochi mesi si susseguirono momenti a dir poco drammatici ai quali il Moretto riuscì regolarmente a sfuggire scappando di prigione e combattendo contro delatori, fascisti e difficoltà di ogni genere. “Si tratta di una storia incredibile raccontata vivacemente in un libro magnifico - come ha evidenziato il giornalista Paolo Mieli - che però non è mai stata né raccontata in televisione né in un film o in un testo fino a oggi”. Molto interessante il ricordo di Molinari di Moretto quando si sono incontrati assieme al presidente della Comunità

di Roma Riccardo Pacifici all’ospedale poco prima che lui morisse. Nella serata funziona il “Buon ristoro” di Piacere Modena: gnocco, tigelle, tortellini e tipicità locali con Lambrusco doc, e insalate all'insegna di prodotti tipici e tradizione. (prenotazioni tel. 059 208672).
 

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