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Storchi e Passioni, qualità e abbonamenti “su misura”

Ert ha illustrato le prossime stagioni teatrali, dai classici ai contemporanei Grandi interpreti e novità per il pubblico che potrà selezionare i carnet per temi

MODENA. Dopo una presentazione generale, lo scorso giugno, dell’attività della prossima stagione di Emilia Romagna Teatro Fondazione, al teatro Storchi, si è tornati sulla sua programmazione più propriamente modenese.

Gianpietro Cavazza, assessore alla cultura di Modena e Claudio Longhi, nuovo direttore di Ert, hanno illustrato nei particolari le linee di indirizzo e i contenuti di quella che sarà la prima stagione progettata dal nuovo responsabile artistico dell’Ente divenuto, a partire dallo scorso anno, “teatro nazionale”.

Mentre Cavazza ha sottolineato la funzione pubblica di Ert, confermando l’impegno a sostenerne l’attività, volta anche alla formazione di una cittadinanza consapevole (come nel caso dei progetti aventi tema la memoria storica), Longhi si è soffermato più specificatamente sui diversi contenuti delle stagioni teatrali dello Storchi e delle Passioni, sulle produzioni, sui progetti ed infine su una rassegna che ha definito fondamentale perché “la famiglia è fondante per fare rete e abbattere i muri”, e cioè “La domenica non si va a scuola”: quattro spettacoli, le domeniche pomeriggio, fra gennaio e aprile, di teatro per ragazzi e genitori. Due sono i principi che avrebbero orientato le scelte di carattere generale: uno è pensare ad Ert come a un teatro senza mura, in cui una città si incontra e cerca di riflettere su cosa succede, e l’altro è un interrogativo sul futuro che ci attende, ostaggio della direzione che sta prendendo il presente. Anche per questo rimane fondamentale la memoria, depositaria delle radici di ciascuno, e infatti il 28 ottobre si terrà una “Serata d’onore” per festeggiare i 40 anni di Ert e ragionare su ciò che è stato e ciò che potrà essere.

La presentazione della stagione è poi continuata senza fare distinzione fra i teatri, bensì concentrandosi sui temi che faranno da trait d’union fra di essi: questi sono il futuro, appunto, ma anche il presente, la marginalità, la religione e la spiritualità, le donne, la legalità: come in un labirinto di Escher sentieri apparentemente distanti si intersecano e creano una struttura in grado di restituire un’immagine complessa ma estremamente fedele della realtà. In tutto ciò troviamo nomi di artisti, titoli di spettacoli come è consuetudine di Ert sia altisonanti che proposte per esplorare le vie della ricerca: si va dagli Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Franco Branciaroli, Michele Placido, Cesare Lievi, Sandro Lombardi e Federico Tiezzi a Daria Deflorian e il Teatro delle Albe, Anagor a ErosAntEros, in un succedersi di una quarantina di spettacoli che vanno dai classici magari rivisitati come l’ “Ifigenia, liberata” di Carmelo Rifici ai contemporanei “L’esecuzione” di Vittorio Franceschi, “L’ora di ricevimento” di Stefano Mssini o “Il volo” di Luigi Dadina, passando per il brechtiano “Sig. Puntila e il suo servo Matti” o “Copenaghen” di Michael Frayn, con una ricchezza di temi ma soprattutto di proposte che si allineano su quella che è la tradizione ultra decennale di Ert. La rappresentanza straniera è forse un po’ ridotta rispetto al recente passato, ma è comunque di alto livello, da Levan Suladze a Matthew Lenton, Emanuel Gat, Gianina Carbunariu o “Humanoptere”, con alcune interessantissime incursioni nella danza contemporanea. Il tutto a partire dal 3 ottobre, in concomitanza con la rassegna “Vie Festival”, fin verso la fine di maggio.

Notevole la scelta di proporre oltre alle diverse tipologie di abbonamento con posto fisso, a carnet, liberi con scelta degli spettacoli, nuovi abbonamenti “tematici”: “carta inspirito”, “carta a propulsione",
“carta outsider”, “quattro protagoniste", a prezzi popolari. Il tutto a partire dal 5 settembre presso le biglietterie di Storchi e Passioni, mentre per i singoli biglietti la vendita inizierà il 26 settembre per “La tartaruga” di Suladze e dal 17 ottobre per tutti gli altri.

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