Quotidiani locali

Modena, Samuel in concerto: la mia musica da ascoltare e vedere

«Tornerò con i Subsonica, ma questa pausa è perfetta per capire se stessi». Adesso si prepara per il tour e per il concerto di stasera, all’Arena sul Lago, alla festa del Pd di Modena.

MODENA. Tutti lo conoscono per essere la voce carismatica, dai tratti elettronici e profonda dei Subsonica, ma Samuel Romano oggi è anche “Samuel”, al debutto come solista. Recentemente ha pubblicato l’album “Il codice della bellezza”, è partito con un nuovo tour e ha scoperto l’amore per questo nuovo viaggio musicale, come lo definisce lui, “in solitaria”. Un viaggio che però è temporaneo, ci tiene a precisare: «Tornerò con i Subsonica, ma questa pausa è perfetta per capire se stessi». Adesso si prepara per il tour e per il concerto di stasera, all’Arena sul Lago, alla festa del Pd di Modena.
Come sta vivendo questa esperienza da solista?
«Quando ho iniziato questo percorso in solitaria volevo in qualche modo avere un confronto con me stesso, capire quali fossero i miei confini. Quando lavori in gruppo per tanti anni come ho sempre fatto io, ti devi in un certo senso “mescolare” con gli altri, tutto diventa un corpo unico e si perdono un po’ i contorni delle persone, dei caratteri. Diciamo che eravamo arrivati ad un punto dove tutti avevamo la necessità di sperimentare in solitaria il proprio viaggio e così ci siamo presi il nostro tempo. Io ho costruito questo album “Il codice della bellezza” e adesso sto portando in giro il tour, che secondo me è una delle cose più belle che ho fatto negli ultimi anni dal punto di vista del live. Perché sono riuscito a portare sul palco il mio disco in maniera abbastanza veritiera, dandogli però un coinvolgimento live molto importante e costruendo anche una scenografia imponente: infatti, dietro di me ci sarà uno schermo di 70 metri che manderà un video per ogni traccia musicale, un percorso quindi sia da ascoltare, ma anche da guardare».
Uno dei tratti distintivi della sua musica è sempre stata la melodia e i testi, dove la parola è al centro di ogni canzone...
«Io appartengo ad una generazione che in un qualche modo ha cercato di portare un cambiamento nella musica italiana, amando molto la forma canzone, però cercando di portare le parole a livello del suono. È una ricerca sonora dove questi due elementi, la parola e il suono nel tempo si sono evoluti, c’è stata una sperimentazione, ma rimane sempre l’idea che il testo sia fondamentale. La parola è uno dei mezzi più potenti del mondo, riesce a stimolare emozioni interne alle persone e anche spingerle a prendere delle decisioni, a cambiare la loro vita. L’essere umano ha dei momenti di grande leggerezza e di grande pesantezza, è come un’onda, io credo che bisogna adeguarsi e sentirsi in questo flusso più leggero, ma mantenendo la propria caratteristica, la mia è quella di andare in profondità».
Quest’anno, dopo 17 anni è tornato a Sanremo, ma senza i Subsonica.
«Io per primo sono voluto andare a Sanremo perché reputo che sia importante misurarsi con il presente e non nascondersi nel proprio passato. Andare a scontrarsi con il presente è quello che volevo fare e che sto facendo con il mio album. Per me è stato un grandissimo insegnamento, confrontarmi con una realtà musicale, quella italiana del festival».
Nel suo album c’è anche un brano “La statua della mia libertà”, scritto insieme a Jovanotti, come è stato lavorare con lui?
«Jovanotti è un grande artista e una persona straordinaria. Nel momento in

cui ci siamo sfiorati, ci siamo avvicinati molto e condividiamo l’amore in comune per il ritmo. Quando ha sentito alcuni dei miei brani mi ha fatto i complimenti e abbiamo deciso di lavorare insieme. Questa collaborazione mi ha aiutato molto perché lui è un grande inseguitore del presente».

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

LE GUIDE DE ILMIOLIBRO

Corso gratuito di scrittura: come nascono le storie