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Gli Anni ’30 appesi al muro: art decò sui calendari

Gli Anni ’30 appesi al muro: art decò sui calendari

Al Museo della Figurina da domani esposti pezzi da collezione creati all’epoca per i clienti delle barberie

MODENA. L’art decò vista attraverso gli stili e le forme dei calendari da barbiere - e non solo - che venivano regalati ai clienti degli anni Venti e Trenta. Un punto di vista originale, quello offerto dalla rassegna “L’arte in tasca.

Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940” che il Museo della figurina “Giuseppe Panini” di Palazzo Santa Margherita inaugura venerdì. Si tratta di lavori di illustrazione e grafica per réclame ed etichette firmati anche da artisti famosi negli anni tra le due guerre mondiali, come si può vedere in alcune vetrine allestite anche con oggetti rari come uno spruzza-profumo a monete degli anni Trenta. La mostra, a cura di Giacomo Lanzilotta, resterà visitabile gratuitamente fino al 18 febbraio e approfondisce una forma d’arte “minore” che all’epoca era diffusa attraverso queste piccole pubblicazioni oltre che su réclame, etichette, confezioni di profumi, cosmetici. E numerosi artisti si dedicavano a questi supporti, come illustra appunto l’esposizione: è il caso di illustratori di grande richiamo, da Codognato a De Bellis, da Carboni a Romoli.

Ma l’importanza del soggetto - trattato in maniera così sistematica per la prima volta, anche in un video inedito - permette anche un’altra riflessione: quei prodotti “poveri” rappresentavano il risultato di un’estetica nuova, di fascino ed eleganza, che presto si definì come “déco". Un linguaggio figurativo fondato su una ricercata armonia geometrica, ridondante di motivi ritmici quali scacchiere, cerchi concentrici, linee segmentate onnipresenti nella decorazione dei costumi e degli arredi, dove le storie erano rappresentate in ambientazioni da sogno, tra profusioni d’oro e d’argento che ne ornavano le pagine.

“Il museo della figurina - introduce l’assessore Gianpietro Cavazza - è un unicum e in questo caso si vede una forma di pubblicità un po’ particolare”. La conservatrice del museo Thelma Gramonelli spiega che “Il nostro appuntamento colma una lacuna sullo studio sistematico di questi oggetti. In questo caso ci siamo concentrati sul periodo Decò”.

Termina il curatore Giacomo Lanzilotta: “Questi oggetti servono a comprendere la società dell’epoca, sono una analisi e uno spaccato di quella cultura”. La mostra merita un passaggio per scoprire
una serie di segreti su questi materiali. Ne sveliamo uno solo: sono passati circa cent’anni dalla pubblicazione di questi piccoli strumenti promozionali e alcuni profumano ancora. Catalogo Franco Cosimo Panini, per informazioni www.museodellafigurina.it

Stefano Luppi

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