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I progetti di Cesare Leonardi: a Modena l’architettura diventa arte

I progetti di Cesare Leonardi: a Modena l’architettura diventa arte

Modena. Due sedi per le sue creazioni: Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini I lavori di cinquant’anni, dall’urbanistica al design, dalla fotografia alla scultura

MODENA. «Una mostra incredibile che mette in luce tanti aspetti del suo operare. È una festa per tutti». Sono parole di Gabriella Roganti della Galleria Civica, a proposito della mostra "Cesare Leonardi. L'architettura della vita", che viene inaugurata il 15 alle 17, alla Palazzina dei Giardini che, con Palazzo Santa Margherita, accoglie tutta l'opera dell'ottantaduenne architetto modenese. La rassegna, aperta fino al 4 febbraio, è a cura di Andrea Cavani e Giulio Orsini dell'Archivio Leonardi.

È un appuntamento con il lavoro di artista poliedrico che spazia dall'architettura al design, dall'urbanistica alla fotografia, dalla pittura alla scultura". I curatori hanno concepito la mostra come itinerario di vita e di produzione. Il periodo, dal 1963 al 1983, in cui Leonardi lavora con Franca Stagi, viene documentato alla Palazzina, dove sono esposti la Poltrona Nastro, il Dondolo, la Poltrona Guscio che sono "pezzi" di pregio; i disegni di "Architettura degli alberi" (diventato un volume); i progetti del Centro Nuoto di Vignola, di Mirandola, del Parco Amendola, il restauro del Collegio San Carlo. Nella sala grande di Palazzo S. Margherita la testimonianza del lavoro autonomo, dal 1983, di Leonardi: numerose sedie, poltroncine, sgabelli, nati da legni di abete, impiegati come "casseri" per calcestruzzo. Oggetti di utilità quotidiana che dialogano con disegni, dipinti, sculture. Nella parte superiore le fotografie sugli alberi nelle diverse stagioni, le architetture, strumenti musicali, il Duomo scrutato nei particolari. «Tante sequenze di immagini - dice Daniele De Luigi - che indagano la capacità di moltiplicare lo sguardo, la lettura dell'oggetto della fotografia».

Ogni cosa è manifestazione di un multiforme ingegno coltivato con una pratica quotidiana nel suo laboratorio. «C'è una dimensione artigianale, del fare le cose con le proprie mani. Le poltrone e il dondolo, che lo hanno reso famoso nel mondo, nascono - sostiene Cavani - da una forma di umanità che c'è nel suo lavoro. I pezzi di design li ha fatti per sé che è poi anche il modo migliore per farli per altri. Da evidenziare la sua dimensione umana: chi ha lavorato con lui si sente legato per sempre, perché si diventa amici. Il sono mondo è di amici. Molti architetti famosi non trasmettono molto ai loro allievi. Per lui tutto è architettura, come la sua vita. Lo dice il titolo della mostra»

«Continuo il suo impegno - evidenzia Orsini - di partire dalle strutture delle cose, per cercare di capire come si compongono. Nel caso degli alberi, che hanno una funzione centrale nella sua progettazione, ognuno ha il suo portamento, caratteristiche da scoprire per avere le competenze per progettare un parco. Leonardi inizia a fotografare a 14 anni , per aver trovato rullini appartenuti al padre; comincia a dipingere e a scolpire frequentando a Vignola lo studio di Ivo e Cesare Soli. Lavora molto con il legno perché suo nonno

era falegname. E in legno sono pure le sue sculture. Il passaggio da una disciplina all'altra è per lui un fatto normale, perché esse crescono insieme». Lo spirito progettuale di costruzione e di sintesi è guidato da una concezione chiara, di nuova bellezza.


 

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