Quotidiani locali

«Il fascino delle emozioni racchiuse in uno sguardo»

La lezione di Chiara Carrer, uno dei grandi eventi del festival modenese L’importanza dell’albo illustrato: «Invito a riflettere sul significato dell’esistere»

Il programma modenese del Festival Passa La Parola propone per oggi in Biblioteca Delfini, alle 16,45, la lezione sull’albo illustrato a ingresso gratuito “Frammenti di sguardo” (e inaugurazione mostra omonima) di Chiara Carrer, illustratrice. A lei abbiamo rivolto un paio di domande.

Le illustrazioni spesso aiutano i bambini più delle parole a raccontare se stessi. Uniscono, come dice lei, il razionale e l'emotivo. Può dirci qualcosa a questo riguardo?

«Non solo i bambini – sottolinea Carrer - ma tutti viviamo per empatia e capiamo solo se abbiamo vissuto esperienze simili. Noi siamo esseri complessi in cui pensiero ed emozione convivono e si mescolano spesso attraversando i confini. Le emozioni sono l'aspetto umano che più mi affascina poiché credo sia una delle poche cose che ci renda uguali. Un'immagine parla a tanti livelli e l'immagine narrativa ci permette di sentire e vedere concretamente quello di cui si racconta. Un'esperienza tangibile data da un vocabolario visivo che utilizza strumenti in grado di esasperare attimi di bellezza e di orrore. L'arte in tutte le sue forme di comunicazione permette di andare a scavare e esperire i nostri limiti».

Dallo sguardo all’immagine. Cosa cerca di “far vedere”, di mostrare, attraverso le sue illustrazioni?

«Considero lo sguardo prima di tutto come il vedere quello che ci circonda, la bellezza o la tristezza di cui è costruito, paesaggio e figura, linea e colore - spiega Chiara - Non sono i temi che si affrontano, sebbene alcuni più importanti di altri, a rendere lo sguardo meno fragile, ma la ricerca della bellezza a cui lo sguardo tenta costantemente di rivolgersi. Il linguaggio visivo non è uno strumento del contenuto sociale, storico o narrativo, è l'immagine per se stessa che ha significato. L'immagine è fatta di mille sguardi, di migliaia di sfumature e io di queste voglio parlare, non è importante se parlo di guerra, immigrazione o viaggi interplanetari, a del senso dell'esistere, della gioia o tristezza dell'esistere ovunque e in qualsiasi istante. La sospensione e il silenzio, l'invito a riflettere sul significato dell'esistere, sono alla base delle mie immagini che dialogano con temi più o meno impegnati».

In sintesi, come si educa lo sguardo?

«Lo sguardo visivo è un'attitudine, al cui centro c'è l'occhio e questa prassi quotidiana crea una forma mentis particolare e da questa consapevolezza visiva parte e mette al centro l'osservazione e la contemplazione, che non agiscono, ma documentano, collezionano fossili
ed eventi quotidiani e ordinari ed è in questo microcosmo che esiste la miopia del nostro tempo, non sapere vedere nulla. Ma ogni realtà ha il suo sguardo e lo ha coltivato per vedere quello di cui ha bisogno, non tutti possono permettersi il lusso di cercare la bellezza».



TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro