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A tu per tu con autori e illustratori

Oggi l’ultimo giorno a Modena. Berner: «Siamo qui per cambiare la vita dei nostri giovani lettori»

Inizia alle 10 con firmalibri e dediche in Piazza Mazzini l’ultima domenica di festival Passa la parola, organizzato dalla libreria Castello di carta e Csi Modena, e si può incontrare nuovamente Rotraut Susanne Berner vincitrice del Premio Internazionale Andersen 2016 che ieri ha incantato grandi e piccini nell’incontro “Fiabe a fumetti” con Andrea Valente. Per gli “addetti ai lavori” del mondo dell’infanzia lei è una delle grandi “signore” dell’illustrazione.

Un tema del Festival sono i maestri. A chi rivolge un pensiero particolare, chi secondo lei è stato davvero importante nella sua formazione?

«Picasso per me è stato un maestro in tutti i sensi. A Stoccarda c’è un museo con molte sue opere del periodo Rosa e Blu. Ci andavo con mio padre e decisi di scrivergli una lettera. Avevo 10 anni. Poi però non l’ho spedita. A 40 anni ho incontrato un illustratore Jiri Salamon che mi ha aiutato ad avere più fiducia in me ed in ciò che disegnavo. Da allora è nata la mia carriera di illustratrice».

L'altro tema del festival è l'immaginazione. Con i suoi Wimmelbuecher educhiamo adulti (e bambini) al piacere dell'osservazione, della lentezza, del particolare. Ad assaporare. In un tempo iper veloce davvero un gran dono. Un privilegio, quasi. Cos'è l'immagnazione per lei?

«I Wimmelbucher sono albi illustrati senza testo con grandi pagine doppie nelle quali succedono varie cose. Più di qualcuno li associa a dipinti della tradizione fiamminga, come quelli di Bosch o di Brueghel. Ma nessun illustratore potrebbe fare il suo lavoro senza immaginazione. E non tutte le illustrazioni sono in grado di sviluppare l’immaginazione nei bambini: ci deve essere spazio per il lettore e l’emozione è la parte più importante in questo spazio. Si possono rappresentare emozioni semplicemente attraverso i colori o anche solo con un tratto. Ai bambini le immagini offrono la possibilità di dare un nome a ciò che conoscono o imparare e vedere qualcosa di nuovo. Un libro stampato poi si tocca, si morde, si annusa. Soprattutto per i piccolissimi è una porta verso la realtà della vita».

Lei sarà al festival racconta fiabe. Quale è l'intento sostiene eventi come questo festival?

«Le iniziative di questo tipo sono molto importanti. L’incontro con un autore o un illustratore può persino cambiare la vita di un giovane lettore. In una società ormai dipendente dal mondo virtuale l’incontro con persone reali è fondamentale nella formazione delle giovani menti. I libri possono
essere venduti e acquistati ma sono queste le occasioni in cui possono essere davvero vissuti. Non si tratta di piccoli dettagli, io amo illustrare nel dettaglio. E’ una questione di cercare di far aprire gli occhi sul mondo con i sentimenti e le emozioni dietro alle immagini».



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