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Gmi, la stagione si apre al Biagi di Modena con un Trio

L’estro improvvisativo di Apap, Franzetti e Tomellini nel primo appuntamento della stagione della Gioventù musicale di Modena

MODENA. Un violinista che esegue “cadenze” dei concerti mozartiani di 20 minuti invece che di 2, e che va da Bach alla musica irlandese o transilvanica, un violoncellista che ha suonato con Claudio Abbado ed Enzo Jannacci e che insegna musica nei campi profughi della Palestina o nelle township del Sudafrica, una pianista-alpinista che ha suonato a 4500 metri sul Monte Rosa per solidarietà con il Nepal.

Questo è il trio formato da Gilles Apap, Luca Franzetti ed Elisa Tomellini, che inaugura, alle 17.30 di oggi, all’auditorium Biagi, la stagione della GMI. Tredici concerti in abbonamento o entrata singola, come sempre sostenuti dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Poliedricità, fine dei confini tra le musiche, ricerca di nuovi luoghi, attenzione al bene che la musica può portare alla società: questi gli ingredienti che i tre musicisti “aggiungono” ad una qualità tecnica e interpretativa riconosciuta in ambito internazionale.

Il programma rispecchia la ecletticità sostanziata da grande arte esecutiva del trio e presenta, accanto alla musica romantica di Mendelssohn, che chiude il concerto con il mirabile Trio op.49, musiche “classiche, ma anche etniche”,

a conferma dell’artificiosità della suddivisione rigida in generi, di Kodàly e Janàcek, geniali nell’utilizzo delle tradizioni popolari dei propri Paesi (Ungheria e Boemia) nelle forme della musica cosiddetta classica, per finire con compositori come Gershwin e Piazzolla.
 

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