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Al Teatro delle Passioni di Modena va in scena “Allarmi!”

Modena. Dal 5 al 17 dicembre  lo spettacolo ideato da Sacco e Tomsic sul’avanzata in Europa dell’estrema destra

MODENA. Dal 5 dicembre  (ore 21) fino al 17 dicembre al Teatro delle Passioni (viale Sigonio 382) va in scena “Allarmi!”, lo spettacolo ideato da Davide Sacco e Agata Tomsic, in arte ErosAntEros e prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione.

I protagonisti sono un gruppo di terroristi con l’obiettivo di sovvertire, attraverso la violenza, il potere assoluto. Così cercando di diffondere le proprie idee, cercano proseliti attraverso la rete, preparano fisicamente i corpi a fare la rivoluzione.

Il loro è un teatro impegnato, che affronta temi di forte attualità e rilevanza politica. Davide Sacco e Agata Tomsic raccontano qualche curiosità sullo spettacolo.

Come è nato il progetto “Allarmi!”?

Agata: «Il progetto è iniziato insieme a Davide a fine 2014 quando, in seguito ad alcuni fatti di cronaca e politica internazionale che in quel momento erano sotto i riflettori, come la guerra civile in Ucraina, abbiamo deciso di affrontare il tema del neofascismo perché ci sembrava importante, un fenomeno in crescita in Europa che ci spaventava. In questi tre anni a mio avviso la situazione è peggiorata quindi possiamo dire che è più attuale oggi di quando l’abbiamo immaginato».

Al progetto poi si è aggiunto anche il drammaturgo Emanuele Aldrovandi...

Agata: «Gli abbiamo affidato la stesura del testo partendo da una nostra idea iniziale, perché volevamo che costruisse una storia, una narrazione con dei personaggi che facilitassero lo spettatore nella narrazione di quello che volevamo affrontare e che permettessero a noi di poter giocare con dispositivi performativi che sono nel nostro background teatrale, ovvero giocare con i diversi livelli di rappresentazione, l’uscita e l’entrata dei personaggi, tutta una serie di soggetti performativi che vanno a mettere in crisi anche la narrazione, in maniera ironica, quasi straniante».

Voi definite questo lavoro come pungente e ironico, in che senso?

Agata: «La parte ironica è stata sviluppata soprattutto grazie alla penna di Emanuele Aldrovandi e alle sue qualità di scrittore, un’ironia dissacrante che è anche uno dei motivi principali che ci ha portato a scegliere proprio lui per collaborare in questo progetto. Lo spettatore alla fine si sentirà libero di riflettere e di decidere chi condannare o chi salvare».

Come sarà organizzato il palcoscenico e come si muoveranno gli attori?

Dario: «In scena è presente una videocamera e sono gli attori stessi ad utilizzare la camera girando un video. Questo video lo utilizziamo sicuramente per enfatizzare la presenza del performer in scena, ma entra anche all’interno della drammaturgia perché nella storia questo gruppo di terroristi produce dei video, si riprendono fra di loro e riprendono il loro leader per fargli dei video nazi-erotici per cercare proseliti attraverso il web. Tra l’altro la questione centrale della storia è che questo gruppo di terroristi di estrema destra vuole sovvertire il potere costituito

attraverso l’attentato in diretta streaming al presidente dell’Unione Europea. Abbiamo inoltre collaborato con l’artista, attivista e disegnatore Gianluca Costantini che ha creato il simbolo di questo gruppo e dei disegni che appaiono in alcuni momenti all’interno del video».
 

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