Quotidiani locali

In città dilaga il mercato nero e ci si scalda rubando... alberi

Le ironie fasciste sui bombardamenti dei “liberatori” e le incursioni di “Pippo”

Segue da pag. 23

“C) i gruppi di persone non devono fuggire in un’unica direzione, ma sparpagliarsi onde non offrire all’avversario un obiettivo apprezzabile.

D) sfruttare le buche all’aperto (in giardini, campi, strade) per avere subito un rifugio in caso di pericolo. Negli edifici, un sufficiente riparo contro i mitragliamenti è dato da qualunque struttura muraria defilante dalla vista.

E) Non soffermarsi agli ingressi dei ricoveri per assistere allo svolgimento dell’attività nemica; se si verifica improvvisamente un attacco è troppo tardi per ripararsi

F) attendere, dopo ogni attacco, alcuni minuti nel rifugio perché gli aerei ripetono spesso i loro attacchi.

Chi non segue tali norme agisce inconsciamente e danneggia se stesso e i concittadini”.

Bisogna cercare di sdrammatizzare, e sulla “Gazzetta” compaiono esilaranti “Brevi di cronaca”, certamente autentiche perché vengono citati nomi e cognomi, opera di un giornalista di cui purtroppo non sono riuscito a rintracciare il nome, che chiamerò Sandrone.

Domenica 7 gennaio

Cane che morde

“Da un cane randagio orfano e derelitto è stato morso ieri il piccolo Carlo Setti, di anni 10, abitante in via Selmi”.

Donna che cade

“È caduta la signorina Elsa Magni, di anni 18, abitante in via Tre Re. È caduta dalla bicicletta, intendiamoci, e ha riportato una ferita lacera che guarirà in pochi giorni”.

Marito che si stanca

“Ieri il marito della signora Margherita Colli si è stancato di sentire sua moglie brontolare come uno stomaco vuoto, e le ha gettato dietro un pezzo di legna, colpendola alla spalla destra e producendole una contusione guaribile in tre giorni”.

Ma come erano stati vissuti, visti attraverso l’unico giornale della nostra città, quei terribili mesi del 1945?

La “Gazzetta dell’Emilia” martedì 30 gennaio (costa una lira e sono soltanto due pagine) ci parla in prima pagina di Drammatica lotta per la Prussia Orientale, perché “in seguito alle forti perdite i russi hanno ancora ridotto le loro attività offensive sul fronte della Curlandia”, ma si accenna anche a Scontri nella valle del Senio e a sud di Bologna.

Le leggi razziali erano state approvate l’11 novembre 1938, ma stranamente un trafiletto, dal titolo Gli israeliti auspicano la trasformazione della Palestina in Stato ebraico, descrive in forma positiva una assemblea della Federazione sionista, che auspica che “gli arabi si rendano conto che lo stabilirsi degli ebrei in Palestina è fattore di vitale importanza per lo sviluppo del Medio Oriente”.

Il giornale colloca in grassetto al centro della “Cronaca di Modena” la segnalazione dei Servizi di pronto soccorso in caso di incursione, con indicazioni per “i medici e gli infermieri che debbono presentarsi ai posti di pronto soccorso ed al Policlinico: i tecnici, i rurali e i lavoratori debbono presentarsi ai posti di adunata costituiti presso gli uffici periferici delle Imposte di Consumo (Dazio) o presso le singole aziende precettate. I rurali dovranno presentarsi muniti di piccone e badile e con i viveri per una giornata”.

C’è spazio anche per la cronaca locale.

“Due ragazze scalmanate andavano ieri su un’unica bicicletta lungo la via Emilia Est. Ma adesso in bicicletta è difficile anche andarci da soli e avendo giudizio, figuratevi un po’. A un certo momento le due ragazze sono finite, naturalmente, a terra e una di esse, certa Luciana Salvatori, di anni 18, ha riportato una ferita lacera alla gamba destra, nonché varie contusioni che al Pronto Soccorso sono state giudicate guaribili in dieci giorni”.

Ma si dà anche un pugno in un occhio!

“Mittente: Aristide Colli, di anni 24; destinatario: Mario Sansoni, di anni 22, abitante in via Tre Re; motivo: roba di donne, o sciocchezze del genere. Conclusione: il Sansoni, medicato al Pronto Soccorso, è stato dichiarato guaribile in tre giorni”.

E ci sono i mariti brutali.

“Il marito Giuseppe Verri di anni 46 è un bruto. Ieri ha colpito con un pugno la sua angelica e cinquantenne consorte a nome Pia, colpevole soltanto di avergli detto “Crepa” per motivi suoi personali. La Pia ha oggi un occhio così. Ma fra cinque giorni tutto sarà come prima”.

L’oscuramento inizia alle ore 18 e termina alle 6,30.

Al cinema “Vittoria” proiettano Senza volto, con Ingrid Bergman; all’“Excelsior”, invece, sono di scena Beniamino Gigli e Emma Gramatica con Vertigine.

Ogni giorno compaiono, in grassetto, trafiletti che incitano alla lotta contro il “mercato nero”:

“Impiegati e operai, difendete la capacità di acquisto dei vostri stipendi e salari; difendetevi dal ladro nero denunciando ogni speculazione, ogni forma di accaparramento, ogni affare losco”.

“Operai! Tocca a voi difendere la capacità d’acquisto dei vostri salari. Perciò siate solerti nello appoggiare l’opera della Polizia economica, denunciando senza pietà i traditori e gli affamatori del popolo! Operai! Combattere le esagerazioni del mercato nero vuol dire difendere i vostri sudati guadagni, il benessere della vostra famiglia, i vostri piccoli risparmi”.

“Massaie! La Polizia economica è stata istituita allo scopo di difendervi dai commercianti disonesti. Aiutate, nel vostro interesse, la Polizia economica denunciando chiunque vi proponga affari da borsa nera”.

Il 18 gennaio il Pretore emette 19 decreti penali di condanna per possesso ingiustificato di filati cucirini a scopo di commercio clandestino; illecita detenzione di coperture di bicicletta; maggiorazione del prezzo di vendita delle sigarette; maggiorazione del prezzo di vendita della lisciva; maggiorazione del prezzo di vendita della ricotta; maggiorazione del prezzo di vendita del sapone da bucato.

Ma anche i furti sono all’ordine del giorno.

“Pollai visitati dai ladri a Finale Emilia: asportate cinque galline e un tacchino alla signora Maria Garutti, e un tacchino e quindici galline alla signora Ernesta Mongoli”.

Invece a Mirandola si rubano maiali: quattro suini da 25 kg a Antonio Zerbini, e un maiale a Tonino Tosatti. La stessa cosa accade a Medolla: non solo maiali, ma anche tre grosse oche!

Il 17 gennaio vengono fermate tre persone che andavano a legna: metà degli alberi cittadini durante la guerra verrà tagliato di notte, per poter accendere le stufe.

“Gli agenti della Squadra Mobile hanno proceduto al fermo di tre persone, tali Fausta Rondani di anni 32 abitante in via S. Michele 20, Riccardo Rondani di anni 66 abitante in via Ramazzini 49 e Renato Venturi di anni 43, abitante in via S. Geminiano 14, i quali in Piazza Impero tentavano di trafugare legna dalle baracche della Previdenza Sociale”.

A Castelnuovo di notte si segano e si portano via una decina di olmi e tre querce.

Il 31 gennaio 1945 la “Gazzetta”, per non sospendere la stampa, riduce il formato “a causa del mancato rifornimento della carta”. “Il nostro giornale, che anche nei luttuosi giorni dei bombardamenti ha continuato le sue pubblicazioni, si sarebbe trovato oggi costretto, a causa del mancato rifornimento della carta e per le numerose e crescenti difficoltà dei trasporti, a sospendere la stampa. Per ovviare a questo inconveniente, e per venire incontro nel modo migliore possibile alle esigenze del pubblico, ha deciso, per il momento, di ridurre il formato. Ciò darà modo al giornale di aumentare sensibilmente la tiratura e di continuare così la sua funzione informatrice fino all’arrivo della carta, che ci auguriamo avvenga quanto prima”.

Tutte le notti passa sul cielo di Modena “Pippo”, ma la “Gazzetta” tace di solito sui bombardamenti in provincia e a Modena.

Una breve notizia appare il 28 febbraio:

Le solite prodezze dei “liberatori”

Bombe di aerei nemici alla periferia cittadina

“Ieri sera dopo le ore 21 apparecchi nemici hanno sganciato bombe alla periferia cittadina colpendo l’ospedale di San Geminiano, ove purtroppo si devono registrare un morto e tre feriti, e case civili. Anche in quest’ultime sono da registrarsi due morti dei quali una ragazza di 16 anni e sei feriti dei quali 4 gravi”.

Il giorno dopo compaiono i nomi dei morti: uno è il prof. Giovanni Alesina, deceduto con la moglie, preside della Scuola media di San Pietro.

Oppure fornisce notizie molto vaghe, come nell’edizione del 14 marzo:

Le prodezze dell’aviazione nemica

“Durante un’azione di mitragliamento e di spezzonamento nemico alla periferia della città si sono avute ieri tre vittime … un’autocorriera civile è stata fatta segno a raffiche di mitraglia, incendiata e distrutta. Fortunatamente non si lamentano vittime fra i passeggeri”.

Ma
la lotta politica si fa sempre più aspra. Il 10 marzo: “Sono stati espulsi dal P.F.R. i fascisti Benfatti Luigi di Ugo e Guerzoni Tarcisio di Giuliano del Fascio di Modena con la seguente motivazione: “Per viltà ed assoluta mancanza di fede fascista”.

SEGUE A PAG. 26

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