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Dall'antiquariato al cinema: a ModenaFiere 7.8.Novecento

Tre giorni per il gran mercato dell'antico che abbraccia mobili, oggetti, dipinti, sculture, ceramiche, gioielli di “7.8.Novecento”, come vuole il nome della rassegna nei padiglioni di...

MODENA. Tre giorni per il gran mercato dell'antico che abbraccia mobili, oggetti, dipinti, sculture, ceramiche, gioielli di “7.8.Novecento”, come vuole il nome della rassegna nei padiglioni di ModenaFiera. Si inizia oggi 10 e si chiude alle 19. Stesso orario domani e domenica (ingresso 10 euro, ridotto 8; prevendita online 7 euro; gratuito per bambini e ragazzi fino a 14 anni) per avere l'opportunità di scoprire, e acquistare, cose importanti, e talvolta anche originali, che circa 250 espositori italiani e stranieri (francesi, spagnoli e tedeschi) propongono nei loro stand. Una superficie di 15mila metri quadrati da “indagare” in ogni settore, perché le scoperte possono essere tante. Talmente ampia è l'offerta, da poter soddisfare anche chi possiede cifre modeste. Si è pensato ancora una volta di non tralasciare l'abbigliamento e accessori del passato per amanti di abiti firmati o sartoriali, in bella mostra nel reparto “vintage”, dove si trovano persino articoli da collezionismo, profumi, arredi, oggetti molto apprezzati dagli anni '20 agli anni '80 del Novecento.

Il primato di attenzione spetta ai mobili anche vittoriani e di modernariato pop, e ci si può certamente meravigliare di fronte a quelli d'epoca restaurati da undici maestri di “Artigiana Design” che espongono anche mobili di materiali pregiati di loro creazione, per un dialogo tra design contemporaneo e pezzi classici dei secoli scorsi. Il panorama, ampiamente differenziato, si manifesta pure attraverso tappeti, arazzi, ventagli, antichi vasi in maiolica per la manifattura Richard Ginori, degli anni '20 del secolo scorso, ceramiche dell'Ottocento di Angelo Minchetti, amate dall'aristocrazia di allora.

L'evento porta anche motivi di attrazione diversa. Così nel settore dell'oggetto utile è stata allestita una mostra sulla “storia” della caffettiera italiana, con 240 esemplari della collezione Nedo Grasselli. Immancabile la “cuccumella”, la nota caffettiera napoletana, ideata dal francese Morize nel 1819, che veniva capovolta al momento dell'ebollizione per consentire l'inizio dell'infusione per gravità. Una rivoluzione portano, negli anni '30, la moka dell'ingegnere Bialetti, e quella, nel 1948, per godere della crema caffè. Da vedere pure la caffettiera “Vesuvio”, quelle da in argento da viaggio di nome “Stella” e caffettiere elettriche “Velox”.

La novità assoluta è data dalla mostra “Cinema erotico '60, '70, '80”, con manifesti e locandine, della collezione dell'architetto Giuseppe Di Bella. Un'esposizione, realizzata da Studio Archeo900, con una trentina di immagini che possono sollecitare ricordi di scene di film alquanto castigate, come “Malizia”, con Laura Antonelli, fino alle scene erotiche di “La chiave”, del 1983, di Tinto Brass. Ma ci sono pure “Il portiere di notte”, 1974, di Liliana Cavani e “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, 1976, di Pasolini. Tra i manifesti originali “Emmanuelle”, “Grazie zia”, “Cuore di mamma”. C'è spazio per le commedie sexy all'italiana. La mostra induce a pensare alla liberalizzazione dei
costumi, reclamata dalle nuove generazioni, in un periodo in cui la censura era diventata più morbida. Da segnalare che, per questa 31esima edizione, è stato realizzato dal laboratorio modenese “Cartapeste Blu di Prussia” un presepe artistico posto all'ingresso della rassegna.



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