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Modena, a wikiclassica.mo Maurizzi e Bronzi “Nel segno di Bach”

Si terrà dalle 17 alle 18.30 di oggi, al Comunale Pavarotti, il nuovo appuntamento di wikiclassica.mo. Il pianista Pierpaolo Maurizzi ed Enrico Bronzi, violoncellista di fama internazionale,...

MODENA. Si terrà dalle 17 alle 18.30 di oggi, al Comunale Pavarotti, il nuovo appuntamento di wikiclassica.mo. Il pianista Pierpaolo Maurizzi ed Enrico Bronzi, violoncellista di fama internazionale, eseguiranno e spiegheranno al pubblico un programma dal titolo “Nel segno di Bach” costituito da tre gioielli del repertorio cameristico uniti dal filo rosso dell’arte contrappuntistica. Violoncellista e direttore d’orchestra, Enrico Bronzi ha suonato nelle più importanti sale da concerto d'Europa, Stati Uniti, Sud America e Australia (Carnegie Hall e Lincoln Center di New York, Filarmonica di Berlino, Konzerthaus di Vienna, Wigmore Hall e Queen Elizabeth Hall di Londra, Teatro Colon di Buenos Aires). Con il Trio di Parma, di cui è cofondatore, si è imposto nei concorsi internazionali di Firenze, Melbourne, Lione e Monaco di Baviera, ricevendo il “Premio Abbiati” della critica musicale italiana. Dal 2001, in seguito alle affermazioni al Concorso Rostropovich di Parigi e al Paulo Cello Competition di Helsinki, ha iniziato un’intensa attività solistica. Dal 2007 è professore al Mozarteum di Salisburgo e direttore artistico dell’Estate Musicale di Portogruaro.

«Il punto di partenza non può essere che Johann Sebastian Bach - racconta Pierpaolo Maurizzi, fondatore del Trio Brahms e docente di Musica da Camera al Conservatorio di Parma - maestro della forma fugata, con la sua Fantasia cromatica e fuga scritta per clavicembalo, ma in repertorio sia nella versione per violoncello e pianoforte che in quella per pianoforte solo di Busoni. L’opera risale agli stessi anni del primo libro del Clavicembalo ben temperato: siamo nel 1720-1730. Beethoven, nel 1815, introduce il principio della polifonia barocca nello stile classico: così nasce l’op. 102, e in particolare la seconda Sonata che di questo ‘stile’ ne è un manifesto, non solo per il fugato in quattro parti che conclude

il brano ma anche perché il principio di costruzione polifonica del discorso si estende a tutta la composizione. Infine Brahms, con la splendida Sonata op. 38 del 1862-1865, nella quale sono del tutto espliciti i riferimenti a materiali tematici della bachiana Arte della fuga».
 

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