Quotidiani locali

Ivo, cacciatore di tante bellezze

Al Salotto del Muratori l'omaggio al fotografo Gnudi, collezionista e amante del teatro 

VIGNOLA. Teatro e fotografia sono state le grandi passioni di Ivo Gnudi (la sua professione si svolgeva nell'ambito dell'elettronica), venuto a mancare in estate scorsa all'età di 72 anni. A lui gli Amici dell'Arte Vignola rendono omaggio, al Salotto di L.A. Muratori, con una mostra che accoglie pure oggetti, sculture e dipinti della sua collezione. La rassegna si compone di foto che manifestano come il vignolese (diploma all'Istituto Venturi di Modena e corsi di pittura a Venezia...) abbia avvertito l'esigenza di riqualificazione di contenuti selettivi, di un disciplinato e particolare impianto strutturale dell'immagine, portata a disvelamento del nascosto nella emozionalità del colore. Il termine “pittoricismo” si addice alla sua fotografia per i cromatismi e la morbida luce che attraversano l'immagine rendendola capace di sprigionare il senso lirico della realtà, come accade in un fiore che esprime il carattere vitale della natura da cui emerge; in ciliegi d'autunno che si offrono come una composizione quasi astratta. Gnudi conferisce una grazia particolare, come corrispondenza dei propri affetti, al Castello e ad angoli di Vignola, alla raccolta delle ciliegie, al Panaro, ai canali, ai torrenti, ad uno scorcio di Castelvetro. L'artista punta anche sui particolari: cancello di Villa Isola, una bambola da lui truccata che diventa un manichino. E non può sottrarsi a documentare l'attività del “Teatro Persona”, avendo partecipato, nel 1988, al laboratorio “Il teatro impazza”, a cura del Lambicco, con la partecipazione di Serena Urbani, del Living Theatre. L'attenzione alla figura umana ritrova momenti singolari: un bambino a Torino il 1°maggio 1967, una giovane a Bologna nel 1977, ragazzi impegnati in attività culturali a Splilamberto. È ciò accade anche quando a Modena il fotografo rivolge lo sguardo a Piazza Grande, al Duomo con i cadetti dell'Accademia Militare o con tre persone di nazionalità diverse, alla Ghirlandina con biciclette, ai portici del Palazzo Comunale. Il suo desiderio conoscitivo non si arrestava mai, tanto da ricercare documenti sul territorio, da diventare collezionista di cartoline di dipinti (ritratti e paesaggi), di disegni (ragazzo del 1919), di sculture etniche, di cultura africana (anche un idolo con tanti chiodi...), di libri d'arte donati alla Biblioteca di
Spilamberto, e pure di foto d'epoca, tra cui quella del curato su carrettino trainato da un somaro. Maurizio Tonelli e Luciano Malmusi ricordano i suoi occhi celesti e curiosi, da “cacciatore di bellezza”, il bisogno di essere “dentro” le cose. Mostra è aperta fino al 7 gennaio.



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