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Savignano, prosa a La Venere: “Following Iago” dà il via al cartellone

SAVIGNANO. Sono quattro gli spettacoli di prosa della stagione de La Venere che andranno in scena tra marzo e aprile. Si parte il 3 marzo, alle 21, con Alessandro Mor in “Following Iago” per la...

SAVIGNANO. Sono quattro gli spettacoli di prosa della stagione de La Venere che andranno in scena tra marzo e aprile. Si parte il 3 marzo, alle 21, con Alessandro Mor in “Following Iago” per la regia di Angelo Facchetti. Una rilettura contemporanea dell'Otello di Shakespeare per parlare di relazioni, invidie, gelosie e stati d'animo che inducono al desiderio di vendetta e di prevaricazione. Protagonista, questa volta, Iago che prende la parola per raccontare la sua versione dei fatti, cioè il punto di vista del persecutore, della mente spietata che muove chi gli sta intorno come fosse il suo branco. È lui il sibillino tessitore di false voci e dicerie abilmente architettate, che fa cadere ad uno ad uno i suoi avversari, che conquista la fiducia di Otello allo scopo di farlo precipitare dall’alto del suo successo, che sacrifica l’innocente Desdemona, colpevole di avergli preferito i suoi avversari. Sabato 17 marzo, alle 21, Sabrina Fraternali e Daio Spadon saranno i protagonisti di “Endurance - un racconto vero”, testo e regia di Dario Spadon, musiche originali Marcello Fera, produzione: coop. Teatrale Prometeo. Era il 1916. Giorno trenta del mese di agosto. Il fotografo di bordo dell’Endurance, Frank Hurley, scattò una foto ai suoi compagni dopo oltre diciotto mesi di permanenza nella loro prigione di ghiaccio e la intitolò “Il salvataggio”. Ma era una bugia. In realtà era il ventiquattro aprile del 1916 e la foto ritraeva la partenza della piccola imbarcazione James Caird, scialuppa dell’Endurance, con a bordo Ernest Shackleton e cinque dei suoi uomini. Si stavano preparando ad affrontare ottocento miglia, millecinquecento chilometri di navigazione nell’Oceano Australe. Avrebbero incontrato le lunghe onde di Capo Horn, quelle che fanno il giro del mondo senza incontrare terra, alte fino a venti metri. Avrebbero combattuto e convissuto con venti che sarebbero arrivati fino a ottanta nodi, centocinquanta chilometri all'ora. Su una scialuppa scoperta, senza ponte, della lunghezza di sei metri e mezzo. Per salvare i ventotto uomini della Spedizione Transantartica Imperiale. Il 24 marzo spettacolo finale del corso Laboratorio Teatrale delle Donne di Savignano, conduzione e regia Cristina Bartolini. In scena le partecipanti al corso. Si chiude sabato 14 aprile con Annapaola Bardelloni che porterà in scena “Viva la vida!” di Pino Cacucci per la regia di Giovanni Boni e Renzo Sicco. È stata anticonformista, femminista, amante appassionata. È stata musa e artista, pronta a spezzare le regole, a triturarle, purché il suo essere potesse esprimere quel caleidoscopio di sentimenti che in lei si susseguivano. Soprattutto è stata una donna che, in nome della vita, ha affrontato ogni battaglia, ogni sofferenza. Questa Frida Kahlo, messicana, pittrice e molto altro, e a lei benissimo si addice quel “Viva la vida!” scelto da Pino Cacucci per il monologo (edito da Feltrinelli), in cui lascia a Frida il racconto di se stessa e della sua storia. Un monologo scritto per il teatro e portato in scena da Annapaola Bardeloni, attrice italo-uruguaiana che ha mosso i suoi primi passi a Genova, alla scuola di recitazione dello Stabile, per poi spostarsi a lavorare in America Latina, Asia ed Europa. Da cinque anni collabora con Assemblea Teatro, con un focus specifico sul mondo teatrale ibero-americano. È possibile acquistare gli abbonamenti dal 16 gennaio al 23 febbraio 2018 (dal martedì al venerdì, dalle ore 9 alle 12.30). Dal 27 febbraio in poi gli spettatori potranno recarsi in biglietteria dal martedì al venerdì (dalle ore 9 alle 12.30) e nei giorni di spettacolo dalle ore 19 per acquistare i singoli biglietti.

Nicola Calicchio