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Modena, analisi del potere nel “Giulio Cesare” di Àlex Rigola

Da oggi a venerdì, alle 21, e sabato alle 20, al Teatro Storchi di Largo Garibaldi 15, va in scena “Giulio Cesare” di William Shakespeare

MODENA. Da oggi a venerdì, alle 21, e sabato alle 20, al Teatro Storchi di Largo Garibaldi 15, va in scena “Giulio Cesare” di William Shakespeare. Traduzione Sergio Perosa, adattamento e regia Àlex Rigola. Interpreti: Michele Riondino, Maria Grazia Mandruzzato, Stefano Scandaletti, Margherita Mannino, Leda Kreider, Francesco Wolf, Eleonora Panizzo, Pietro Quadrino, Eleonora Bolla, Riccardo Gamba, Laia Santanach, Beatrice Fedi, Davide Sportelli.

William Shakespeare scrisse Giulio Cesare nel 1599, traendo ispirazione in parte da fatti storici e in parte dalla traduzione di Sir Thomas North delle “Vite dei nobili greci e romani” di Plutarco. L’opera comprime i tre anni che vanno dalla vittoria di Munda nel 45 a.C. al suicidio di Bruto nel 42 a.C. in un lasso temporale assai più breve, inferiore ai sei giorni. Questa compressione degli eventi fa sì che l’intera narrazione sia un unico, ininterrotto conflitto, sia a livello personale che politico.

Lo stesso conflitto attraversa anche la versione viscerale e contemporanea di Giulio Cesare, in scena al Teatro Storchi, dello spagnolo Àlex Rigola, nome di spicco della scena internazionale, già direttore della Biennale Teatro di Venezia dal 2010 al 2016. Il ruolo di Giulio Cesare è affidato all’attrice Maria Grazia Mandruzzato, che, insieme alle altre donne che interpretano ruoli maschili, rovescia le regole elisabettiane; Marco Antonio è Michele Riondino, attore di talento che si muove tra teatro, cinema d’autore e televisione. Giulio Cesare è la prima regia italiana di Àlex Rigola, uno spettacolo epico, intenso ed appassionante che ruota attorno al tema dell’esercizio del potere.

Come si può gestire la violenza che divide gli uomini? Come si fa a chiedere a qualcuno, anche se solo per finzione, di uccidere un proprio simile? Quali sono i presupposti da cui partire per organizzare una rivoluzione? Uno spettacolo che interroga lo spettatore, messo brutalmente di fronte allo specchio delle sue pulsioni oscure. Per “Conversando di teatro”, alle 17 di sabato, presso il Ridotto del Teatro

Storchi la compagnia incontra il pubblico. Ospite Nicoletta Lupia, studiosa di Drammaturgia e critica. Conduce Miriam Accardo. Ingresso libero. In collaborazione con Amici dei Teatri Modenesi. Il biglietto d'ingresso va da 10.5 a 25 euro.
 

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