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Carpi. Erica Mou stasera al Kalinka «Emozioni e impegno civile ecco “Bandiera sulla luna”»

Venerdì  sera alle 22 Erica Mou approderà al circolo Arci Kalinka di via Tassoni a Carpi per presentare il nuovo disco di inediti “Bandiera sulla luna”

CARPI. Questa sera alle 22 Erica Mou approderà al circolo Arci Kalinka di via Tassoni a Carpi per presentare il nuovo disco di inediti “Bandiera sulla luna”, uscito il primo dicembre per Godzillamarket con distribuzione Artist First. Abbiamo parlato con l’artista di questa sua nuova produzione e del suo lavoro in generale.

Per questo tuo quinto album in studio hai scelto come simbolo la Luna. Cosa rappresenta per te?

«Volevo fosse chiaro che in questo disco esibisco un punto di vista narrativo diverso rispetto a quanto ho scritto e composto finora, meno intimista e meno cupo del precedente. Le esperienze che ho vissuto mi hanno portato ad avere un modo diverso di sentire le cose, più caldo e partecipato».

Questa volta hai deciso di issare la bandiera lontano dalla Puglia...

«È vero. Da tre anni vivo a Roma e per me quella città rappresenta il raggiungimento dell'indipendenza. Ho la mia casa, le mie lavatrici e... la mia solitudine. La vita nella metropoli mi ha regalato l'anonimato, una sensazione che mi alleggerisce molto. Per la prima volta ho curato e supervisionato la produzione artistica del mio lavoro, col supporto di due bravi musicisti. Poi ci sono i viaggi: Lisbona, che mi ha alleggerita e a scaldata, e la Cambogia, che mi ha tenuta impegnata in un'avventura più lunga e mi ha fatto riflettere sul valore della vita».

Alla tua giovane età hai alle spalle un numero considerevole di esibizioni live, in Italia e nel mondo. So che hai già suonato da queste parti. Cosa pensi del pubblico emiliano?

«Ho avuto la fortuna di potermi esibire in Emilia, ma questa sarà la mia prima volta a Carpi. Cerco di non avere aspettative sui concerti, ma so che suonerò in una terra dove la musica dal vivo è di casa e il pubblico è piuttosto avvezzo ad ascoltare bella musica. L'idea di avere davanti persone esigenti e calorose mi stimola molto. Inoltre conosco gli organizzatori dell'evento, i ragazzi del Kalinka, e li stimo moltissimo per il lavoro che fanno per il loro territorio. Insomma, non vedo l'ora!».

Come descriveresti in breve la tua musica?

«È difficile trovare aggettivi che riescano a riassumere un lavoro molto eterogeneo come questo, frutto di innumerevoli stimoli. I viaggi, il contatto con altri artisti, i festival; tutto quello che mi emoziona è fonte d'ispirazione e condiziona fortemente il mio lavoro. Ad esempio c'è un brano nell'album, “Arriverà l'inverno”, che ho scritto di getto dopo aver visto l'esibizione di Patty Smith alla consegna dei Nobel».

Notevole è anche il tuo impegno civile.

«Per lavoro incontro molte persone che mi parlano delle loro vite, dei problemi e delle gioie, delle malattie e delle cause che hanno scelto di sposare. Mettendomi a nudo nelle canzoni, instauro con loro un rapporto
profondo pur non conoscendole. Tutto nasce da storie piccole, così anche le mie canzoni. Io non scrivo testi espressamente politici, ma ho capito che nel mio piccolo ho il potere di mettere degli accenti. Anche una semplice presenza può essere “sociale”».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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