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1946/ Ecco Beatrice, Clelia e Ilva le prime donne in Consiglio a Modena

1946/ Ecco Beatrice, Clelia e Ilva le prime donne in Consiglio a Modena

Segue da pag. 23Coppi, costretto all’inattività politica poiché schedato come sovversivo nel Casellario Politico centrale, si dedicò interamente alla sua attività di avvocato. Durante il Ventennio...

MODENA. voglio iniziare questa puntata ricordando Beatrice “Bice” Ligabue (1917-1981), prima donna segretaria della Federazione modenese del Partito comunista e prima Presidente provinciale dell’U.D.I. (Unione Donne Italiane); Clelia Manelli, maestra e staffetta partigiana (1917-1997); Ilva Vaccari, partigiana, storica e archivista (1912-2008). Tutte e tre furono elette nel Consiglio comunale di Modena il 31 marzo 1946, la prima occasione in cui le donne italiane hanno potuto esprimere il loro voto ed essere votate.

Nel nostro Consiglio comunale dal 1946 a oggi sono state elette 74 donne, molte per diverse consigliature (il record spetta ad Aude Pacchioni con sette, seguita da Alfonsina Rinaldi, primo Sindaco donna di Modena). Oggi sono 10 su 32. Ma riprendiamo il filo del discorso, che ci conduce al Referendum Monarchia-Repubblica del 2 giugno 1946. Dopo l’abdicazione di Vittorio Emanuele III compaiono sui muri della città scritte contro la monarchia, e dei vandali prendono a martellate il monumento a Vittorio Emanuele II, ma le elezioni si svolsero complessivamente con ordine, e certamente fu così nella nostra città.

Gli elettori della prima grande prova di democrazia in Italia votarono contro la monarchia in 12.717.923 (54,3%), a favore in 10.719.284 (45,7%); le schede nulle furono 1.498.136. La monarchia vinse al sud, con punte del 78,9% a Napoli e provincia, ma fu sconfitta al centro-nord. Il 2 giugno, insieme con la scelta sulla forma dello Stato, i cittadini italiani elessero anche i componenti dell'Assemblea Costituente che doveva redigere la nuova Carta costituzionale. Le liste elettorali furono più di 20.

La D.C. conquistò 207 seggi con più di 8.000.000 di voti, 115 andarono al P.S.I.U.P. con 4.700.000 voti; terzo arrivò il P.C.I con 104 seggi e circa 4.300.000 voti. Il 13 giugno Umberto II lasciò l’Italia e andò in Portogallo. Alla sua prima seduta, il 28 giugno di quell’anno, l’Assemblea Costituente elesse a Capo provvisorio dello Stato Enrico de Nicola, con 396 voti su 501, al primo scrutinio. La nostra Costituzione si deve anche a quattro Modenesi eletti all’Assemblea. Alessandro Coppi era nato a Modena il 9 luglio 1894 da una famiglia di salde tradizioni cattoliche. Dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale, come ufficiale di fanteria, riprese la sua attività politica e giornalistica. Nel 1919 divenne segretario provinciale del neonato Partito Popolare, che ben presto, grazie anche all’attiva propaganda del periodico "Frignano" di cui Coppi assunse la direzione, raccolse molti consensi nei Comuni montani.

Riconfermato nella carica di segretario provinciale del Partito Popolare nel 1921 e nel 1922, dovette fare i conti con l’emergente fascismo. Sostituito alla testa del partito nel 1923 per il prevalere di elementi più accomodanti con il Partito Nazionale Fascista, e perduto il controllo del "Frignano", Coppi intensificò la sua milizia politica fondando nel marzo 1924 il settimanale "La Voce Popolare", costretto a interrompere le pubblicazioni nel settembre del 1925.



Coppi, costretto all’inattività politica poiché schedato come sovversivo nel Casellario Politico centrale, si dedicò interamente alla sua attività di avvocato. Durante il Ventennio rimase comunque il portabandiera del popolarismo modenese, ed a lui fecero riferimento gli ex popolari e i giovani cattolici che nella seconda metà del 1943 diedero vita alla Democrazia Cristiana modenese. Alla fine di quell’anno entrò a nome della D.C. nel C.L.N. provinciale, partecipandovi attivamente sino al suo arresto nel marzo 1945. Convinto sostenitore delle formazioni cattoliche partigiane e dei valori della Resistenza, divenne all’alba della Liberazione presidente del C.L.N. Alle elezioni del 2 giugno 1946 Coppi fu il primo dei candidati modenesi eletti all’Assemblea costituente con 25.316 preferenze. Rieletto deputato nel 1948 svolse un’intensa attività parlamentare, e nel 1949 divenne segretario della Commissione Difesa. Dal 1951 al 1953 fu anche presidente della Giunta per le autorizzazioni a procedere. La sua attività politica si interrompe nel 1953 quando non fu più rieletto alla Camera. Morì il 30 agosto 1956.



Antonio Pignedoli era nato a Correggio nel 1918, e si laureò in fisica e matematica all’Università di Bologna. Ottenne poi l’insegnamento di chimica e fisica, meccanica razionale e fisica matematica all’Università di Modena. Dopo l’8 settembre 1943 entra a far parte della Resistenza nella “Brigata Italia”, la brigata partigiana di ispirazione cattolica comandata da Ermanno Gorrieri. Viene eletto all’Assemblea Costituente nelle liste della D.C. La sua attività politica è brevissima poiché già con l’inizio del decennio 1950 si ritira volontariamente per dedicarsi alla ricerca scientifica e all’insegnamento, con una brillante carriera accademica.



Mario Alberto Pucci era nato a Modena nel 1902, e dopo gli studi classici in città si era laureato in ingegneria all'Università di Bologna e in architettura all'Università di Roma. Abbandonò Milano nel 1946, lasciando uno studio di grande prestigio, accettando l’invito rivoltogli da Alfeo Corassori nell’ottobre del 1945 per partecipare all’Amministrazione Comunale di Modena. Entrato nel gruppo dirigente del Partito Comunista, viene eletto Consigliere comunale nelle prime elezioni libere del dopoguerra. Nel 1946 sarà deputato alla Costituente e successivamente, per due legislature (1948 e 1953), senatore. Ricoprì l’incarico di Assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica per quasi 20 anni, contribuendo all’impostazione della crescita di Modena negli anni Cinquanta e Sessanta: creazione dell’aerautodromo, del nuovo Mercato bestiame, del primo quartiere dell’artigianato e della piccola industria della Madonnina, della Stazione delle corriere, della clinica medica di via Cialdini, dell’istituto industriale "F. Corni". Ognuna di queste opere, voluta dall’Amministrazione nella sua collegialità, reca però il segno inconfondibile della capacità creativa e della sua professionalità. Morì nel 1979.


Anche Alfeo Corassori, primo Sindaco di Modena, nato a Campagnola (Reggio Emilia) nel 1903, era stato eletto all’Assemblea Costituente, ma rimase al suo posto e rinunciò all’incarico a favore di Olinto Cremaschi.

Cremaschi era nato a Limidi di Soliera il 17 agosto 1899 da una famiglia di mezzadri. Al congresso di Livorno del 1921 fu tra i delegati che sostennero la mozione della frazione comunista, dando successivamente vita, accanto ad altri giovani comunisti, alla sezione del P.C.d’I. di Soliera. Dopo l’8 settembre, assieme ad altri compagni, organizzò presso le case dei contadini comunisti basi clandestine dove nascondere i prigionieri di guerra, fatti fuggire dal Campo di concentramento di Fossoli, successivamente trasferiti oltre la linea del fronte o al di là delle Alpi. Queste basi divennero altrettanti rifugi, depositi d’armi e di viveri utilizzati dall’esercito partigiano.



Al termine del conflitto venne eletto segretario della Federterra, presto trasformatasi in una grande e forte organizzazione contadina con oltre 100.000 iscritti. Deputato per due legislature al Parlamento nel 1948 e nel 1953, fece inoltre parte della Commissione Agricoltura e Foreste e poi della Commissione Lavoro e Previdenza. Dopo il 1958 fu presidente della Alleanza cooperative modenesi, membro del Consiglio della Centrale del latte di Modena. Morì il 30 agosto 1974.

Anche Mario Merighi (1876-1970), medico, membro del C.L.N. di Mirandola, fu eletto all’Assemblea Costituente per il Partito Socialista, ma nella circoscrizione di Parma.

La vita sembra riprendere, e l’“L’Unità Democratica” cessa di essere organo del Comitato Provinciale di Liberazione Nazionale e diventa “Quotidiano indipendente”.

Solo un appassionato di musica classica avrebbe ascoltato la radio il 28 giugno: “Ore 17, concerto del violinista Alberto Poltronieri; ore 17,30, La Voce di Londra; 18,30, musica varia; 19, La Voce dell’America; 19,15 la musica strumentale dal ‘500 a Mozart; 21, concerto sinfonico; 24 notizie di ex internati e prigionieri di guerra”.



Ma il 28 giugno il quotidiano modenese dà conto di ciò che sta accadendo in Medio Oriente: “Una nave con a bordo 1.300 ebrei che tentavano di immigrare clandestinamente in Palestina è stata avvistata dalle autorità britanniche a 150 miglia da Haifa. Nel corso del suo viaggio la nave aveva toccato il porto di Genova da dove si allontanava clandestinamente”.

Molti dei lettori avranno visto il film “Exodus” (1960) con Paul Newman.

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com

(12, continua)
 

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