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Carpi, le “Visioni” di Sgrilli Non solo comicità per parlare d’amore

Al Teatro Comunale, nell'ambito della rassegna “La vita è sogno”, alle 16 di oggi arriva Sergio Sgrilli con lo spettacolo “Visioni di un insonne malato d'amore”, scritto dallo stesso...

CARPI. Al Teatro Comunale di Carpi, nell'ambito della rassegna “La vita è sogno”, alle 16 di oggi arriva Sergio Sgrilli con lo spettacolo “Visioni di un insonne malato d'amore”, scritto dallo stesso artista. Noto per il suo arguto senso dell’umorismo, Sgrilli è capace di spostarsi abilmente all’interno del testo per fornire diverse chiavi di lettura. Un microfono e una chitarra danno voce a pensieri, paure, dubbi e riflessioni di un uomo che viaggia nell’universo dell’Amore. Storie diverse s’intersecano nella sua mente che rilegge le varie figure femminili incontrate, sognate, vissute. Quadri, immagini, “Visioni” tratteggiate dalla sapiente e delicata mano di Sergio Sgrilli che, oltre a consolidare la sua verve comica, mostra al pubblico il suo lato introspettivo d’autore e le doti d’attore. Lo spettatore ha la possibilità di pensare, commuoversi e ridere, allo stesso tempo. Di viaggiare pur restando nello stesso luogo. Sergio Sgrilli racconta così questo spettacolo: «Anche nello sketch più divertente ho sempre cercato di dire cose leggibili attraverso differenti piani di lettura. In “Visioni” trovo il coraggio di lasciare che il mio viso indossi, oltre alla maschera comica, anche espressioni più complesse e mature».

Al centro della rappresentazione l’uomo e la sua intimità, raccontata attraverso uno dei sentimenti più complessi e inafferrabili con cui ci troviamo a fare i conti nella relazione con l’altro. Classe ’68, Sgrilli nasce e cresce in riva al mare della Maremma Toscana. Poca voglia di studiare sui libri e troppa di imparare dalla Vita, si consacra autodidatta per necessità e, giovanissimo, sale sul palco con un sogno: la musica. Suona di tutto. Artista di sera e operaio di giorno fino al ’90, anno in cui sceglie di sposare a pieno la sfera artistica creativa. “Chitarra e sacco a pelo” gira per anni tra località turistiche italiane e un pò di mondo. Nel ’96 si integra nella realtà

del locale di cabaret Zelig e si ferma a Milano dove inizia a studiare le basi del teatro con vari stage. Schivo e distante dal jet set, si vanta di essere l’unico comico della sua generazione a non aver scritto un libro. Resisterà? Difficile rinchiuderlo in una definizione.
 

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