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Modena, quella commedia è un vero disastro di comicità inglese

“Che disastro di commedia”, di Jonathan Sayer, Henry Shields, Henry Lewis, per la regia di Mark Bell (progetto artistico Gianluca Ramazzotti), va in scena da oggi a giovedì, alle 21, al Teatro Michelangelo

MODENA. “Che disastro di commedia”, di Jonathan Sayer, Henry Shields, Henry Lewis, per la regia di Mark Bell (progetto artistico Gianluca Ramazzotti), va in scena da oggi a giovedì, alle 21, al Teatro Michelangelo di via Giardini.

Questi i protagonisti: Gabriele Pignotta, Luca Basile, Stefania Autuori, Marco Zordan, Viviana Colais, Alessandro Marverti, Yaser Mohamed e Valerio Di Benedetto.

Per la prima volta, in esclusiva, in Italia, il regista inglese Mark Bell mette in scena lo spettacolo “The play that goes wrong” (Che disastro di Commedia), nato nel 2012 in un piccolo teatro all’interno di un pub di Londra, The Old Red Lion, con un massimo di 60 spettatori a sera e una scenografia “costruita” dagli attori stessi. Questo spettacolo ha avuto poi un tale successo da debuttare in prima mondiale nel 2014 al Duchess Theatre di Londra ed è attualmente in scena presso lo stesso teatro.

“Che disastro di Commedia” racconta la storia di una compagnia teatrale amatoriale, la Cornley Polytechnic Drama Society che, dopo aver ereditato improvvisamente un’ingente somma di denaro, tenta di produrre un ambizioso spettacolo che ruota intorno a un misterioso omicidio nel West End. La commedia è un susseguirsi di errori, strafalcioni, momenti imbarazzanti e disastri provocati dagli attori.

«È un format tipicamente anglosassone - spiega Gabriele Pignotta - ma che abbiamo anche praticato in Italia. È la commedia degli errori, degli incidenti, di imprevedibili ostacoli. Un po' quello che accadeva a Stanlio e Ollio. Questa volta invece che accadere a loro due accade ad una compagnia che cerca di mettere in scena un giallo. Ce la mettono tutta ma gli incidenti si susseguono uno dopo l'altro. La comicità è dirompente».

Qual è il tuo ruolo?

«Io faccio il morto ed è divertente poiché è un morto che non riesce a morire. Per una serie di incidenti gli altri personaggi non riescono a farlo sparire. È un personaggio molto divertente. Per la prima volta mi sperimento con una commedia di un collega inglese con cui ho avuto già modo di lavorare, ma anche con un ruolo molto mimato e fisico».

Una commedia con un ritmo incessante.

«È proprio costruita sul ritmo con cose che capitano una dopo l'altra e questo tiene alta la curiosità dello spettatore per quello che sta per accadere».

Uno spettacolo che lo scorso anno è stato messo in scena contemporaneamente in alcuni teatri di città europee.

«È un format mondiale che è anche approdato a Broadway. La risata non ha confini».

Stai lavorando a qualche altro progetto?

«Sto portando in tour anche un altro spettacolo, “Ostaggi”, di Angelo Longoni, una commedia tutta italiana molto bella. Sono impegnato anche nel montaggio di un film che ho girato qualche mese fa. È un fantasy per ragazzi che uscirà nell'autunno prossimo. È il primo esperimento fantasy italiano con un cast internazionale, girato tutto sulle montagne di Bolzano. Protagonista è una mummia ritrovata su quelle montagne nel 1993. Sto anche preparando

la nuova stagione teatrale con una nuova commedia. Voglio infine ricordare che, attualmente, è in giro un mio spettacolo, “Non mi hai più detto ti amo”, con Lorella Cuccarini e Gianpiero Ingrassia in cui ho firmato testo e regia».

Nicola Calicchio
 

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