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Mercante in Fiera, a Parma un viaggio nel tempo

Chi, a suo tempo, si è commosso con “La Cittadella”, entusiasmato con le avventure di “David Copperfield”, appassionato con “E le stelle stanno a guardare”, sceneggiati televisivi cult anni...

PARMA. Chi, a suo tempo, si è commosso con “La Cittadella”, entusiasmato con le avventure di “David Copperfield”, appassionato con “E le stelle stanno a guardare”, sceneggiati televisivi cult anni ’60 e ’70, potrà ripercorrere la vicenda artistica di Anton Giulio Majano, creatore ed inventore del genere e di un’epoca, visitando il Mercanteinfiera, la cui edizione di primavera apre i battenti sabato 3 marzo.

La fiera dell’antiquariato di Parma, che si sviluppa su una superficie espositiva di oltre 40 mila metri quadri, ospita oltre 1000 espositori e che due volte l’anno attira decine di migliaia di visitatori, collezionisti e addetti ai lavori, sarà aperta fino a domenica 11 marzo. L’evento, che coinvolge una ventina di espositori del nostro territorio, quest’anno propone due particolari mostre collaterali: “E i teleromanzi stanno a guardare”, i manifesti dei film di Anton Giulio Majano, e “Blu di Genova”, un allestimento che ripercorre le origini del blue jeans, un indumento che rivoluzionato il modo di vestire e di vivere di ognuno di noi.

La vicenda artistica di Anton Giulio Majano, sceneggiatore, regista, padre del teleromanzo italiano, che tra l’altro frequentò l’Accademia Militare di Modena uscendone col rango di ufficiale di cavalleria, è qui presa in esame soprattutto dal punto di vista della sua esperienza cinematografica, attraverso una selezione di manifesti di grande formato, locandine e set di fotobuste, con titoli che vanno da “Vento d’Africa” (1949) fino ai “Fratelli corsi”(1961), passando per “Terrore sulla città” (1956), e “Seddok (L’erede di Satana)” (1960). Accanto, numerose riviste d’epoca degli ani ’30 e ’40 (“Excelsior”, “Cinema”, “La Lettura”) su cui Majano esordì come scrittore e critico cinematografico. Manifesti e riviste provengono da una collezione privata. La mostra è curata da Mario Gerosa, studioso di cinema e di televisione, autore del libro “Anton Giulio Majano. Il regista dei due mondi” (Falsopiano, Alessandria, 2016). “Blu di Genova”, curata da Serena Bertolucci, direttrice di Palazzo Reale di Genova e da Paolo Aquilini, direttore del Museo della Seta di Como, attraverso materiali tessili, piante tintoree, documenti, antiche stampe e pezzi originali, indaga i segreti del tessuto genovese che ha rivoluzionato la storia dell’abbigliamento moderno.

Non tutti sanno che Genova fu capitale di questa tradizione tessile, poi brevettata nel 1873 nel Nuovo Mondo dal tedesco Levis Strauss, col primo paio di pantaloni da lavoro con doppie cuciture, rivetti di metallo, in fustagno tinto di blu: il “Blu di Genova” appunto o Blu Jeans come li chiamiamo sin da allora. Chiude l’appendice delle collaterali “Illustratore”, un’esposizione curata da Alessandro Canu e Jamais Vu dedicata alla realtà creativa dell’illustrazione indipendente. In mostra le opere dei giovani James Kalinda Jonny, Cobalto e Isabella Bersellini. Lo sceneggiato, antenato della fiction contemporanea, è stato capace di legare insieme cinema e tv, melodramma e docufiction, passato e presente, così come il jeans, che ha preso vita dall’indaco lavorato a Genova per conquistare il mondo

contemporaneo. Le mostre, e la fiera, sono un po’ un” ritorno al futuro”, un viaggio nel tempo che si snoda fra antiquariato, modernariato, illustrazione, collezionismo, moda e design. Per chi ha voglia di sognare. (mercanteinfiera.it)

Cristiana Minelli
 

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