Quotidiani locali

Angela Finocchiaro a Pavullo: «“Calendar Girls” un inno alle donne»

Domani sarà un 8 marzo con un appuntamento speciale a Pavullo, dedicato alle donne (ma non solo) e alla bellezza femminile che vince gli stereotipi. Alle 21 al Mac Mazzieri

PAVULLO. Domani sarà un 8 marzo con un appuntamento speciale a Pavullo, dedicato alle donne (ma non solo) e alla bellezza femminile che vince gli stereotipi.

Alle 21 al Mac Mazzieri, nell'ambito della stagione teatrale curata da Ater, va in scena uno degli spettacoli clou della stagione: “Calendar Girls”. Ovvero, l'adattamento (traduzione dall'inglese di Stefania Bertola, scene di Rinaldo Rinaldi, costumi di Nanà Cecchi e musiche originali di Riccardo Tesi, produzione AGiDi ed Enfi Teatro), per la regia di Cristina Pezzoli, del celebre film del 2003 diretto da Nigel Cole sulla sceneggiatura di Tim Firth, che è anche autore del testo teatrale (in scena dal 2008 nel Regno Unito).

Come il film, anche l'adattamento italiano (il primo) ha spopolato: è alla terza stagione, forte di 208 repliche tutte sold out per oltre 145mila spettatori. Merito senz'altro della storia “sopra le righe”, ma vera, di queste amiche over 50 dello Yorkshire iscritte al Women's Institute che decidono di dare vita a una raccolta fondi dal nobile scopo: il sostegno all'ospedale del paese dove il marito di una di loro è morto di leucemia. Ma di singolare mezzo: un calendario dove, nonostante l'età, posano nude ritratte in normali attività domestiche. Boom per il calendario ma anche per il film e ora lo spettacolo italiano, guidato da Angela Finocchiaro (due David di Donatello e quattro Ciak d'Oro) nelle vesti svestite che furono di Helen Mirren. Con lei Laura Curino, Ariella Reggio, Carlina Torta, Matilde Facheris, Corinna Lo Castro, Elsa Bossi, Stefano Annoni, Noemi Parroni e Titino Carrara.

Finocchiaro, qual è il segreto di tanto successo?

«Innanzitutto il fatto che è una storia vera: donne che alla fine degli anni '90 in un tranquillo villaggio dello Yorkshire decidono di fare una cosa senza precedenti, con grande coraggio. E anche il coraggio che abbiamo noi nel portare l'esperienza sul palco è una cosa che si comunica al pubblico: arriva allo spettatore, che apprezza. Ma un altro ingrediente è senz'altro l'amalgama che la regista ha saputo creare nel gruppo».

Com'è la reazione di fronte allo “spogliarello”?

«Le persone si divertono tantissimo, anche perché è una cosa fatta con estrema grazia e anche se siamo nude non si vede. È un momento di grande divertimento e credo anche liberatorio per le donne in sala, perché vengono mostrati corpi normali di donne con diverse età che nonostante le imperfezioni amano quei corpi. Direi che è un momento allegramente liberatorio».

Come sono in società oggi le over 50?

«Sono persone molto attive, è come se avessero dieci anni di meno. Donne vivaci e curiose che non hanno nessuna intenzione di essere socialmente dimenticate e di finire chiuse in casa».

E gli uomini lo hanno capito?

«Non tutti purtroppo, e questo si evidenzia anche nella piaga della violenza. La cultura del rispetto e del sentirsi due alla pari ancora non è un risultato acquisito. È fondamentale l'educazione in questo, e dove non arriva la famiglia deve pensarci la scuola».

Lo spettacolo ha anche una finalità benefica, come la storia vera e anche il film...

«Sì, abbiamo scelto di dare il nostro sostegno all'Associazione Italia contro le Leucemie, che stimiamo per i suoi valori e progetti. La possibilità di

affiancare con il nostro lavoro esperienze così importanti è una motivazione in più».

Siete in scena l'8 marzo: sarà più speciale?

«Sarà un modo anche per festeggiare, sì: questo spettacolo è portatore di una sana dose di femminismo».
 

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro