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“Il Misantropo”, una ballata dell’essere umano

Al Teatro Dadà di Castelfranco oggi c'è Molière, regia e adattamento di Monica Conti

CASTELFRANCO. Alle 21 di oggi, venerdì 9 marzo, al Teatro Dadà, va in scena “Il Misantropo” di Molière, regia e adattamento di Monica Conti, con Stefano Braschi, Monica Conti, Flaminia Cuzzoli, Davide Lorino, Stefania Medri, Giuditta Mingucci, Antonio Giuseppe Peligra, Nicola Stravalaci, Roberto Trifirò. Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale. “La ballata dell’essere umano” potrebbe essere il titolo di questo nuovo incontro tra Monica Conti e Molière, a conclusione di un ciclo di spettacoli fondato sulla necessità di ripresentare testi classici passando attraverso il corpo dell’attore con allestimenti basati sull’energia e sulla dinamicità delle relazioni. “Il Misantropo” è il proseguimento di un lavoro che non si basa sui fasti della messinscena, ma si concentra principalmente sul lavoro dell'attore in relazione ai temi del testo. Temi che in Molière, si possono ricondurre principalmente a una disperata - e allo stesso tempo comica, perché irraggiungibile - aspirazione all'armonia. Ne è un esempio il precedente lavoro su Le Intellettuali dove i personaggi sono considerati o rozzi o letterati, senza raggiungere mai un equilibrio tra le esigenze dello spirito e quelle del corpo. Ne “Il Misantropo” invece o si decide di accettare il “Teatrino del Mondo”, accogliendone le ipocrisie e le stupidità, ma anche le calde relazioni umane, o si è fuori dai giochi, confinati a solitudine e autoemarginazione,

in una ridicola e nevrotica rincorsa alla purezza. Per questo motivo Alceste non è un eroe tragico o romantico, ma tragicomico perché infelice, disorientato e violento. È uno spettatore passivo della vita, talmente scontento da rimanere immobilizzato a causa del suo avvilimento.

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