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esposte 50 opere 

La visionarietà padana di Saltini Una mostra da Rizomi Art Brut

PARMA. Nasce dal libro “Ritual de lo Habitual. 31 paesi fatali” la mostra che Andrea Saltini presenta, fino al 17 marzo, alla Galleria Rizomi Art Brut. Alle pareti 51 opere che hanno illustrato il...

PARMA. Nasce dal libro “Ritual de lo Habitual. 31 paesi fatali” la mostra che Andrea Saltini presenta, fino al 17 marzo, alla Galleria Rizomi Art Brut. Alle pareti 51 opere che hanno illustrato il volume (Fermoeditore) di cui l'artista carpigiano è anche autore, e che si offrono, con una serie di dipinti realizzati per questa occasione, come una catena di immagini di clima surreale e di ricognizione esistenziale, non prive di inquietudine e talvolta di angoscia. È la tensione iconografica, portata a vibrante espressività, nelle contaminazione col fumetto, a trattenere nel segno e nel colore (tecniche miste) l'ansia e problematicità di diverse esistenze. In un universo vivo dell'immaginario, irrelato alla Bassa Pianura Padana, a ridosso del Po, Saltini trova personaggi che dispiegano la coscienza dolorosa di lacerazioni, ma pure veli di mistero. In uno scenario di accadimenti differenziati vivono immagini bizzarre, insolite, creature anonime tra cui emergono figure di capolavori di pittura di celebri maestri, come la Ragazza con l'orecchino di perla e la Gioconda. L'artista inserisce anche immagini del mondo letterario, mitologico, come quelle che riguardano le favole di La Fontaine. Tante presenze, verificate con profondità d'indagine, in una visionarietà di focalizzazioni e travisamenti della realtà, per una varietà di rappresentazione di forza trasgressiva, capace di dispiegare vicende anche di dolore, di valori smarriti. Una energia figurale per raccontare visioni, esperienze febbrili, dell'anima e dei sensi, la vita avvertita come travaglio e esaltazione dell'umana dignità, non solo con la pittura ma pure con la parola. «Emerge - spiega la curatrice Marta Santacatterina - la grandezza e il significato delle opere di Saltini, con quel suo rifarsi ai maestri del passato pur non allontanandosi mai da una poetica originalissima, con quella sua conoscenza consapevole della lettura, della filosofia, e non da ultimo dell'attualità del mondo dell'arte e infine con quel narrare surreale che non smette mai di sorprendere. Del resto è l'artista stesso ad aver di recente dichiarato che l'arte che funziona è quella che ti mette in una posizione diversa dalla realtà».

In programma, quest'anno, la pubblicazione di un volume che accoglierà le opere e le fotografie dell'allestimento della mostra alla Galleria Rizomi,

ma pure la documentazione del workshop promosso da Artètipi con il contributo di Fondazione Cariparma e “Parma, io ci sto!” e condotto dall'artista e rivolto agli utenti del Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale Dipendenze Patologiche dell'Ausl di Parma.



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