Quotidiani locali

Modena, Amanda Sandrelli in “Boomerang” Per ridere e riflettere

Sarà lo spettacolo “Boomerang”, testo e regia di Angelo Longoni a chiudere, da domani a giovedì, alle 21, la stagione di prosa del Teatro Michelangelo. In scena Amanda Sandrelli, Eleonora...

MODENA. Sarà lo spettacolo “Boomerang”, testo e regia di Angelo Longoni a chiudere, da domani a giovedì, alle 21, la stagione di prosa del Teatro Michelangelo. In scena Amanda Sandrelli, Eleonora Ivone, Giorgio Borghetti, Simone Colombari.

Il boomerang è un’arma da lancio usata dagli aborigeni per la caccia o in guerra. Percorre una traiettoria curva e può tornare alla persona che l’ha lanciato. Per questo, rappresenta anche un “pericolo” per il lanciatore che è costretto a fuggire per non diventare a sua volta bersaglio.

Metaforicamente la parola “boomerang” viene usata per indicare un’azione che si ritorce contro chi l’ha iniziata, ha una valenza buffa, quasi comica. A distanza di anni si può materializzare improvvisamente la punizione per le malefatte commesse molto tempo prima e che ormai sono perdute nella memoria.

Boomerang è una commedia divertente e scorretta. Si svolge durante una veglia funebre forzata che sprofonda in un caos irriverente, tipico della black comedy. Il bersaglio è l’ipocrisia della principale istituzione della nostra società, la famiglia borghese con i suoi stereotipi ed il suo perbenismo. Ciò che si consuma o si decide all’interno delle mura domestiche spesso nasconde interessi che si riversano nella società. Non è un caso che nel nostro Paese, come in molte altre parti del mondo, il potere economico, politico e finanziario sia concentrato nelle mani di poche famiglie che, apparentemente, sembrano tutte irreprensibili, oneste e devote.

«È una black comedy con una comicità pungente – spiega Amanda Sandrelli – È una caratteristica del regista Angelo Longoni con cui ho già fatto altri spettacoli. L'alternarsi di comicità e tensione è uno dei pregi più grandi del regista. Lo spettacolo è un alterarsi di situazioni con continui colpi di scena».

Lo spettacolo mette in primo piano le ipocrisie che si nascondono dietro la sacralità della famiglia.

«L'incipit dello spettacolo è la morte di un padre patriarca, barone della medicina anche se ne capiva ben poco. Un uomo che corrompeva usando tutti i poteri forti ed è quello che si vede spesso anche nella nostra società. In Italia poche famiglie detengono molti soldi e molto potere, non sempre conquistato in modo pulito. In questo caso il boomerang del titolo è proprio il padre che l'ha lanciato. La famiglia, a seguito di una forte nevicata resta bloccata, e in quello spazio di tempo vengono fuori tutti gli scheletri nascosti dei vari componenti della famiglia».

Il suo personaggio è molto comico ed è lei la protagonista dei colpi di scena della commedia.

«Io sono la seconda moglie che tutti considerano un po' burina e stupida, ma in realtà poi non è tutto come sembra».

Oggi la famiglia ha ancora un suo valore?

«La famiglia e la scuola sono i due ambienti in cui si cresce e devono avere le sue regole. La mia famiglia allargata è molto più simile a quella antica fatta da tanta gente. Oggi le famiglie sembrano dei microcosmi dove non c'è confronto tra generazioni. Questo non è un bene. Una volta c'erano gli anziani che davano consigli mentre oggi ci si ritrova molto spesso soli. La famiglia non deve essere chiusa ma aperta. Deve essere un nido dove far crescere gli uccellini ma poi bisogna farli volare».

Il suo rapporto con Modena?

«Tutta

l'Emilia per chi fa teatro è una terra molto fertile. Modena per me è particolare e vi abita anche la compagna di mio padre e una nonna acquisita. Torno volentieri al Michelangelo, un teatro che mi ha ospitato tantissime volte».

Nicola Calicchio

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik