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Tom Harrel Quartet al Dadà il grande jazz di un re della tromba

 Oggi, alle ore 21.15, l’edizione 2018 di Crossroads, il festival itinerante organizzato da Jazz Network

CASTELFRANCO. Oggi, alle ore 21.15, l’edizione 2018 di Crossroads, il festival itinerante organizzato da Jazz Network e dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, fa tappa al Teatro Dadà di Castelfranco Emilia con il concerto del quartetto di Tom Harrell, nome di rilievo assoluto nel panorama internazionale dei trombettisti jazz. Un solista di pregio che sarà accompagnato da una ritmica all’altezza della situazione, con Danny Grissett al pianoforte, Ugonna Okegwo al contrabbasso e Adam Cruz alla batteria. Il concerto è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Castelfranco Emilia e l’Associazione Amici del Jazz di Modena. Biglietti: intero euro 15, ridotto 12.

Tom Harrell, ovvero quando la musica vince sulle ombre di una annichilente malattia. Nato nel 1946 a Urbana (Illinois), Harrell ha trovato nella tromba la migliore cura per alleviare i sintomi di una grave forma di schizofrenia. Il contatto con lo strumento lo libera infatti dai suoi fantasmi e ciò risuona chiaramente nelle sue note cristalline, le linee melodiche e il fraseggio che esprimono un commovente senso di liberazione e serenità, anche nei frangenti ritmicamente più esplosivi. La forza interiore di Harrell, il contenuto espressivo delle sue improvvisazioni e una tecnica tra le più raffinate lo hanno imposto come una delle trombe più rappresentative e ammirate del jazz degli ultimi cinque decenni.

Al di là dei molti premi che ne sanciscono il talento, come le ripetute affermazioni nei referendum di DownBeat e Jazz Times, Harrell è una vera icona vivente della tromba jazz per la forza con la quale ha sopraffatto i problemi personali, conquistando l’ammirazione dei colleghi e del pubblico. Dopo i primi passi sulla scena musicale californiana, con Stan Kenton (1969), Woody Herman (1970-71) e Horace Silver (1973-77), Harrell si trasferì a New York. Sulla costa orientale i suoi primi sodalizi musicali furono con Bill Evans (1979), Lee Konitz (1979-81) e George Russell (1982). Harrell raggiunse poi l’apice del suo stile durante il lungo e celeberrimo connubio con Phil Woods, del cui quintetto fece parte dal 1983 al 1989. Da allora lo si è visto prevalentemente a capo di propri gruppi, tra i quali l’attuale quartetto spicca come una superba macchina da swing, capace di catapultare nella nostra contemporaneità l’esperienza sia delle trombe più vigorose dell’epoca hard bop (Clifford Brown) che la toccante cantabilità senza tempo di Chet Baker. Dopo il sodalizio discografico con la RCA/BMG (1996-2003), caratterizzato soprattutto da lavori per larghi organici, Harrell registra ora prevalentemente per l’etichetta HighNote, con la quale ha rilanciato l’avventura delle sue small bands. Tra queste, il quartetto che suonerà a Castelfranco Emilia è quella di più recente costituzione:

il suo esordio discografico è avvenuto nel 2017 con Moving Picture, nel quale è palpabile l’affiatamento tra musicisti con una lunga esperienza in comune maturata in altri organici (a partire dal celeberrimo quintetto del trombettista). Biglietteria aperta dalle 20.
 

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