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Debutta Moby Dick a Modena: il Teatro dei Venti interpreta Melville

Questa sera alle 19.30 la splendida cornice di piazza Roma accoglierà l'anteprima nazionale

MODENA. Questa sera alle 19.30 la splendida cornice di piazza Roma accoglierà l'anteprima nazionale di “Moby Dick”, spettacolo-evento liberamente ispirato al romanzo di Herman Melville ad opera del Teatro dei Venti. La compagnia modenese porterà in piazza la nave del capitano Achab e la sua ossessione per la Balena bianca, insieme al suo variegato equipaggio con la brama di un riconoscimento sociale. L'evento - completamente gratuito - è aperto alla cittadinanza per un masssimo di mille spet ...

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MODENA. Questa sera alle 19.30 la splendida cornice di piazza Roma accoglierà l'anteprima nazionale di “Moby Dick”, spettacolo-evento liberamente ispirato al romanzo di Herman Melville ad opera del Teatro dei Venti. La compagnia modenese porterà in piazza la nave del capitano Achab e la sua ossessione per la Balena bianca, insieme al suo variegato equipaggio con la brama di un riconoscimento sociale. L'evento - completamente gratuito - è aperto alla cittadinanza per un masssimo di mille spettatori.

Come mai avete scelto di trasporre teatralmente proprio quest'opera?

«L'adattamento del romanzo fatto da Giulio Sonno cerca di recuperare alcune delle voci che animarono la scrittura di Melville. Ci sono dentro echi dalla Bibbia, dalla Divina Commedia e dal Faust di Goethe» afferma Stefano Tè, regista e ideatore dello spettacolo.

«Lo scopo è quello di elevare il testo a una rappresentazione universale di quello che è il suo tema dominante, ossia il rapporto tra bene e male quando c’è di mezzo c'è l'ignoto. Moby Dick è un'illusione. Tutti credono di sapere cosa sia eppure nessuno lo sa. Se ne parla. È una balena? Un capodoglio? Un mostro bianco? Pochissimi in realtà hanno letto il romanzo fino in fondo: quasi tutti a un certo punto abbandonano. La natura del libro infatti è assai diversa da ciò che film, illustrazioni e antologie raccontano. Siamo soddisfatti di questa scelta perché ci ha consentito di muoverci a ventaglio su un repertorio letterario e filosofico molto ampio. Volevamo restituire un respiro iniziatico al viaggio del Pequod, un carro-palco che sia arca, porto e indimenticato relitto al di là del tempo».

A che tipo di spettacolo assisterà il pubblico di Modena?

«Dopo tre anni di studio e di preparazione abbiamo realizzato una grande macchina teatrale. A un nucleo di 25 artisti - tra attori, musicisti, acrobati e tecnici - si uniscono membri della comunità locale, un gruppo di cittadini, bambini e anziani, detenuti del Carcere di Modena e di Castelfranco Emilia e un gruppo di richiedenti asilo per un totale di cento persone. Sarà così ovunque andremo, perché l'intenzione è quella di portarlo in giro per il mondo. La prima tappa all'estero sarà un festival in Lituania. Il teatro per noi prevede un'interazione sociale in luoghi insoliti; cerchiamo una relazione col pubblico diversa, fatta di aperture, stimoli, pensiero e non solo intrattenimento. L'opera di Melville è perfetta perché parla proprio dell'ossessione per una visione; la nostra ossessione è quella di costruire una società diversa da quella attuale. Ci opponiamo alla logiche della paura proponendo un approccio diverso. Dal punto di vista visivo per il pubblico sarà una sorpresa non trovare nulla di già allestito finché un arsenale non si metterà in moto davanti ai suoi occhi”. Lo spettacolo è una produzione del Teatro dei Venti in co-produzione con il KIaipeda Sea Festival in Lituania e con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Comune di Dolo (VE) in collaborazione con l'Associazione Echidna.