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Modena 1951/ Vietata la commemorazione dell’eccidio delle Fonderie

Modena 1951/ Vietata la commemorazione dell’eccidio delle Fonderie

La decisione del Prefetto, che teme disordini in occasione dell’anniversario

All’inizio dell’anno si preparano manifestazioni per ricordare i morti del 9 gennaio alle Fonderie Riunite, e si temono nuovi disordini. Il Prefetto, visto l’art. 18 del Testo Unico delle leggi di P. S., ordina: “Sono vietati in tutti i Comuni della provincia di Modena le pubbliche manifestazioni di qualsiasi genere indette per la ricorrenza del 9 gennaio”.
 
Si sciopera in tutta la provincia, ma fortunatamente non si segnalano gravi incidenti.
Incidenti, non politici ma stradali, sono all’ordine del giorno. Il 9 gennaio nei pressi di Piazzale Natale Bruni due giovani in motoretta si scontrano con un ciclista, e all’incrocio di Viale Fontanelli con Viale Monte Kosica una Lambretta con una ragazza e un ragazzo si scontrano con un carro funebre che portava al Camposanto la salma di una suora.
Ricordo anch’io, penso fosse quell’anno, una domenica, la tragica fine di un motociclista. Partito di corsa dalle Case popolari della Crocetta, si schiantò contro il cancello d’ingresso della Conceria Donati in Via Nonantolana, all’incrocio con Via Due Canali. La strada non era asfaltata, ma piena di buche.
Ma veniamo a notizie meno tragiche.
 
Io porto il nome, poco diffuso, di un cugino di mia nonna morto nell’affondamento del “Conte Rosso” durante la Seconda guerra mondiale, il 24 maggio 1941.
Ma chi sfogliasse il registro delle nascite del 1950 troverebbe nomi, soprattutto tra le future signorine, che hanno origine dai film o dai diffusi settimanali femminili: Miranda, Loretta, Mirna, Lida, Flavia, Lalla, Ileana, Katia, Nadia, Sonia … Forse, se mi è concesso scherzare, le madri desideravano per loro un Principe azzurro, e sono corse al cinema “Odeon”, dove l’11 gennaio si proietta “Cenerentola” di Walt Disney, “lo spettacolo tanto atteso, la meraviglia delle meraviglie, il film che sarà sempre ricordato, un capolavoro raro che non verrà più rivisto”, come dice la pubblicità (non sono valide le tessere ed i biglietti omaggio!).
 
 
Ma il lavoro, per le ragazze, è ancora spesso un sogno.
A Roma un centinaio di ragazze in cerca di lavoro si accalca sulle scale di un edificio in attesa di essere convocate per un possibile impiego. Le scale crollano, 68 ragazze restano ferite e ricoverate all’ospedale, e due purtroppo muoiono. Un avvenimento terribile, che scosse tutta l’Italia. L’anno successivo il regista Giuseppe De Santis ne ricavò un film con Lucia Bosè, “Roma ore 11”, e due delle superstiti vi presero parte.
Scherzando, ma non troppo, perché i furti erano all’ordine del giorno, riportiamo un articolo della “Gazzetta” del 19 gennaio.
 
“Erano circa le 2 di questa mattina quando un pattuglione della nostra Questura, percorrendo Viale Martiri della Libertà, scorgeva un uomo che procedeva in bicicletta nei pressi del Palazzo della Prefettura, recando sul manubrio un grosso cesto ricoperto da un panno. Probabilmente l’individuo non avrebbe destato alcun sospetto, e avrebbe potuto proseguire indisturbato la sua marcia, se non fosse stato preso dal panico alla vista dei tutori dell’ordine e non avesse gettato a terra il cesto, scomparendo poi velocemente. Evidentemente l’uomo era stato colto in dolo”.


Gli agenti, nella impossibilità di raggiungere il fuggitivo, raccoglievano il frutto proibito di cui il misterioso ciclista si era privato con tanta fretta. Dopo aver sollevato il panno che ricopriva il cesto, scorgevano 32 galline morte, ancora da spennare e calde … Poiché stamattina il proprietario dei pennuti non si era ancora recato a denunciare il furto, il Commissario decideva di offrire il pollame al Patronato dei Figli del Popolo”.

Gli scontri politici non finiscono mai.

Eisenhower, nominato comandante della NATO e fautore del riarmo dell’Europa, giunge in Italia il 17 gennaio e incontra Alcide De Gasperi, e scoppiano gravi disordini.



A Modena la Squadra politica ferma due persone che affiggevano manifesti contro la venuta di Eisenhower, e all’“Astra”, allo “Splendor”, all’“Olimpia” (non era ancora l’“Olympia” per la quale Vinicio Vecchi ricevette nel 1954 l’incarico per la ricostruzione dalla Società Anonima Olimpia-Cinema Principe, in collaborazione con Mario Pucci, cinema chiuso malamente nel 2006) manifestini vengono gettati in platea dalle tribune. Le scritte sui muri sono moltissime.

Muore un industriale importante per Modena, di cui però probabilmente pochi hanno sentito parlare. Era Salvatore Donati, e la sua famiglia aveva fondato l’importante “Conceria Pellami”. Distrutta dalla guerra, era stata da lui ricostruita. Era ebreo, e il suo feretro è stato portato al Tempio Israelitico con un lungo corteo da Viale Medaglie d’Oro lungo Corso Vittorio Emanuele, Corso Cavour e Via 3 Febbraio.



Le maggiori industrie conciarie erano e sono in Toscana e nel Veneto. Ma erano anche a Torino, dove da piccolo accompagnai mio padre alle "Concerie Industriali Riunite", C.I.R., dei conti Bocca. Pochi sanno, credo, che De Benedetti rilevò l’azienda nel 1976, vendette l'originaria attività nelle concerie, cambiò la denominazione della società in CIR-Compagnie Industriali Riunite, e la trasformò in una grande holding industriale.

La “Gazzetta” scrive che nell’anno 1950 appena trascorso “il ritmo delle vicende “nere” si è andato rallentando”. È pur vero che sono stati denunziati 3.956 reati, dei quali solo 973 “sono stati scoperti e i loro autori puniti”!



Fortunatamente nessun omicidio doloso e nessun infanticidio. Ma sono stati denunciati 22 omicidi colposi, e scoperti gli autori di 15; denunciati due tentati omicidi; denunciate 18 rapine e scoperti gli autori di 12; denunciati due sequestri di persona e scoperti i responsabili; denunciate 75 lesioni e scoperti gli autori di 7; denunciati 652 furti aggravati e scoperti 109 … e purtroppo 40 ragazzi minorenni sono stati denunciati, se pur per reati minori.

Ma all’inizio di gennaio in Via Taglio un terribile omicidio-suicidio scuote la città. A quanto pare (ma tutto è incerto) marito e moglie (se pur separati vivevano nello stesso appartamento) sono morti per asfissia perché la signora ha staccato il tubo del gas.



Alla fine di gennaio Nilla Pizzi vince il primo Festival di San Remo, naturalmente trasmesso per radio, con “Grazie dei fiori”. L’annunciatore è Nunzio Filogamo: “Signori e signore, benvenuti al Casinò di Sanremo per un'eccezionale serata organizzata dalla RAI, una serata della canzone con l'orchestra di Cinico Angelini. Premieremo, tra duecentoquaranta composizioni inviate da altrettanti autori italiani, la più bella canzone dell'anno”.

E per chi gioca al Totocalcio, dal 21 gennaio si vincerà con il 13, e le vincite saranno di entità maggiore.



Togliatti in quegli anni controllava senza oppositori il P.C.I., che in Emilia aveva uno dei suoi punti di forza. Ma a Reggio, al Congresso della Federazione Provinciale svoltosi il 19-21 gennaio, il segretario, l'on. Valdo Magnani, presenta un ordine del giorno dove propone una linea di autonomia rispetto alla politica dell'URSS. Il 25 gennaio Magnani e il collega bolognese Aldo Cucchi presentano le proprie dimissioni dal P.C.I. Il partito respinge le dimissioni ed espelle i due deputati. Togliatti, che conviveva con la cugina di Magnani, Nilde Iotti, ebbe parole durissime per i due fuoriusciti definendoli “pidocchi nella criniera di un nobile cavallo da corsa”. Fondarono il “Movimento dei Lavoratori Italiani”, prima tra le tante costole di quel partito, ma a Modena non ebbero seguaci.

Chi legge i giornali di quell’anno troverà continuamente notizie di incidenti stradali.

Un operaio in bicicletta viene investito da un motociclista, che scappa senza fermarsi. Due giovani “lambrettisti” cozzano violentemente contro un autocarro fermo sul lato della strada.

Un motofurgone che di notte viaggiava a fari spenti non si ferma all’“Alt!” dei Carabinieri. Per fermarlo sparano alcuni colpi di fucile in alto, e poiché non si ferma mirano alle ruote posteriori. Il conducente viene colpito alle gambe. Era un Mantovano, e sul motofurgone i Carabinieri hanno rinvenuto una trentina di polli. Chissà perché!

Ci sono notizie tristi.

Una giovanissima operaia delle Fonderie Riunite, di soli 22 anni, si getta sotto il treno, probabilmente per motivi sentimentali.

Ma anche notizie buone.

Il 27 gennaio l’Arcivescovo di Modena monsignor Boccoleri benedice la prima pietra della nuova sede dell’Istituto “Charitas”. L'Istituto “Charitas” di Modena, una struttura importantissima per la nostra città, fu fondato nel 1942 per opera di Monsignor Ermanno Gerosa. L’opera assistenziale, scrive il giornale, sorgerà in Via Paduli “prolungamento di Via Buon Pastore”. È l’attuale Via Panni, e per chi non lo sapesse in dialetto modenese il termine “pàdói” indica terreni su cui usciva abbondante acqua sorgiva.

Rolando Bussi

bussirolando@gmail.com

(30, continua)
 

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