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Festa dei lamponi. A Barigazzo per 5 giorni in migliaia con l’Hewo

Da domani a Ferragosto i volontari impegnati nelle iniziative a favore delle comunità etiopi Garbo e Makallè

LAMA MOCOGNO. Si rinnova da domani 11 agosto, a Ferragosto l'appuntamento con la Festa dei Lamponi a Barigazzo, giunta alla 34esima edizione. È organizzata sempre da Hewo Modena “Solidarietà per lo sviluppo” che destina tutti i proventi al sostegno delle comunità etiopi Hewo di Garbo e Makallè, in cui si accolgono, curano e recuperano alla dignità sociale malati di lebbra, Aids e tbc. Tutte le sere dalle 19, anche in caso di maltempo perché ospiti al coperto de “La Sorgente Fabbriche del Ben ...

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LAMA MOCOGNO. Si rinnova da domani 11 agosto, a Ferragosto l'appuntamento con la Festa dei Lamponi a Barigazzo, giunta alla 34esima edizione. È organizzata sempre da Hewo Modena “Solidarietà per lo sviluppo” che destina tutti i proventi al sostegno delle comunità etiopi Hewo di Garbo e Makallè, in cui si accolgono, curano e recuperano alla dignità sociale malati di lebbra, Aids e tbc. Tutte le sere dalle 19, anche in caso di maltempo perché ospiti al coperto de “La Sorgente Fabbriche del Benessere”, sulla via Giardini, sarà possibile degustare specialità tipiche dell’Appennino che hanno ottenuto il patrocinio di Slow Food Frignano: crescentine, gnocco fritto, borlenghi, ciacci e frittelle di castagna con ricotta, frittelle di baccalà, polenta distesa, ma anche grigliata, bruschette, panini, patatine fritte e menù per bambini. In funzione anche un bar gelateria, la grande pesca e la vendita di lamponi freschi.

E sarà possibile assaggiare specialità a base di frutti di bosco. Lunedì alle 21 tornerà ad essere ospite il coro Voci del Frignano, con il tradizionale concerto di canti montanari. Tutto nacque nel 1985 al termine della prima festa, organizzata da un gruppo di amici con Ermes e Margherita Ruggi per vivacizzare Barigazzo. Si trattava di decidere cosa fare delle 330.000 lire incassate: «Pensammo di chiedere alla comunità di ammalati (di lebbra) di Massaua, Mai Abar e Asmara, in Eritrea, cosa avrebbero desiderato e arrivò la richiesta di una macchina per scrivere in carattere amarico, perché non trovavano più i libri e avrebbero potuto realizzare le dispense per la scuola dei figli. Il messaggio era chiaro: aiutateci a crescere».

«Non ci fu chiesto un pesce, ma la canna da pesca - spiegano i volontari dell’Hewo - e questo ci ha insegnato che la solidarietà vera non è mandare qualcosa per sentirci utili e magari appagati, ma essere al fianco del povero e all’ammalato in un cammino di crescita e di auto-riscatto. Se capisci questo, il tuo cammino con lui non finisce mai. E così dopo 34 anni ci ritroviamo ancora qui». Gli interventi si sviluppano attraverso le comunità Hewo locali formate, fra l’altro, da ex ammalati che hanno promosso e gestiscono ambulatori, ospedali, scuole, laboratori e coltivazioni agricole. —