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Emanuele Cosimi: così le fotografie del lato oscuro diventano “Circus”

Serramazzoni. Avviato, con i primi scatti, il progetto artistico che ruota attorno alle immagini di maschere

SERRAMAZZONI. Si può incontrare Mangiafuoco, ma ci sono anche la cartomante e la lanciatrice di coltelli. Benvenuti al “Circus” di Emanuele Cosimi, il progetto fotografico che sta prendendo forma tra le luci e le ombre dei calanchi e delle colline modenesi, lì, ai piedi dell’Appennino, a Serramazzoni.

«Da piccolo il circo mi faceva paura – racconta Cosimi - e ancora oggi lo vedo come una sorta di comunità fatta di persone che si nascondono, si mascherano, vivono sospese in un mondo altro, ch ...

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SERRAMAZZONI. Si può incontrare Mangiafuoco, ma ci sono anche la cartomante e la lanciatrice di coltelli. Benvenuti al “Circus” di Emanuele Cosimi, il progetto fotografico che sta prendendo forma tra le luci e le ombre dei calanchi e delle colline modenesi, lì, ai piedi dell’Appennino, a Serramazzoni.

«Da piccolo il circo mi faceva paura – racconta Cosimi - e ancora oggi lo vedo come una sorta di comunità fatta di persone che si nascondono, si mascherano, vivono sospese in un mondo altro, che mette a nudo le loro parti oscure dalle quali non possono, paradossalmente, scappare, ma che cercano di celare nascondendosi dentro a personaggi un po’ assurdi, a volte eccessivi, trasformando la loro vita da esclusi e diversi in un fenomeno da baraccone, da esporre, da vendere, nascondendosi, in questo modo al mondo. Un mondo in bilico tra verità e menzogna, quindi, dove la verità a volte è un peso e una condanna».

«Molti personaggi – spiega - nascono da suggestioni e storie reali o realistiche, come Madame Kali, la cartomante, protagonista di un racconto che ho letto alle medie, tanti anni fa, e ora ritrovata in una serie tv (Penny Dreadful): usava una maschera per evitare di essere riconosciuta per strada, visto che spesso ciò che raccontava nelle letture dei tarocchi era un inganno, poi, invece, ricevette la veggenza, quella vera, come dono».

«Questo progetto – continua - nasce dall’idea che anche molti di noi, se non tutti, abbiano un lato oscuro. E il vero lavoro è lì, nello scovare quell’angolo buio e trasformare una persona in personaggio, liberare quella parte, lasciarla esprimere, manifestarla. La vera difficoltà è non scivolare nella “macchietta” ma arrivare a far esprimere la persona e il suo personale lato oscuro davanti all’obiettivo. Per questo probabilmente non ha funzionato il casting spontaneo e volontario, che pure era stata l’idea di partenza: non tutti vibrano allo stesso modo, per quanto ci possano mettere impegno ed entusiasmo».

«Sto realizzando i primi scatti – conclude Cosimi - L’intenzione è quella di creare sequenze di tre immagini per ogni personaggio, una specie di visione tridimensionale di qualcuno che esiste solo nella dimensione bidimensionale della mente e della fotografia, e di arrivare a costruire una serie e possibilmente una mostra. Ma siamo solo all’inizio…Chissà”. Info: emanuelecosimi.com; Instagram: emanuelecosimiphotographer —

MONICA TAPPA.