Come aiutare le famiglie in crisi

Un momento dela serata

Gli esperti: «Agire su comunicazione, tempi e politiche di reddito adeguate»

SASSUOLO. La famiglia è indubbiamente in difficoltà in quest'epoca e in questa società. I messaggi lanciati dal tavolo dei relatori nell'incontro «Famiglia, risorsa per la società?», organizzato dall'associazione Concretamente Sassuolo, non sono confortanti. Il tema è stato affrontato sia dal punto di vista relazionale che da quello delle politiche familiari.

Del primo tema, introdotto dal moderatore Edo Patriarca (segretario delle settimane sociali dei cattolici e editorialista del quotidiano Avvenire), si è occupata Manuela Marchetti, counselor sociologa professionista: «La famiglia è cambiata e sopratutto è cambiata la comunicazione al suo interno».

«Oggi - ha aggiunto la Marchetti - si parla poco, perché il tempo non lo concede e perché i modi di comunicare sono tanti e impersonali. Il risultato è che spesso si perde la conoscenza dei problemi quotidiani, viene il linguaggio non verbale per primo: scompaiono baci, abbracci, carezze. La vita dei figli si programma come un'agenda elettronica, si rinuncia alla comunicazione personale perché richiede più energia, ma il rischio è il subentro della noia, su cui si innesta un'evidente crisi di valori. Serve riscoprire la comunicazione in famiglia».

Secondo Maria Cecilia Guerra, esperta di scienza delle finanze, anche il capitolo delle politiche per la famiglia non è adeguato: «L'orientamento non è quello di riconoscere la famiglia come soggetto attivo della società, ma come entità da aiutare con una sorta di compassione. Investire sulle politiche famigliari significherebbe aiutare la conciliazione dei tempi di lavoro e familiari. Inoltre le politiche fiscali sono ancora nell'ottica del reddito, senza considerazione sul numero dei componenti».