Terremoto. Il Papa Benedetto XVI martedì prossimo in visita a Carpi e Rovereto. I danni al patrimonio di Modena ammontano a 5,5 milioni. Mirandola riduce la zona rossa

L'annuncio della visita del pontefice è stato dato dal portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi. Ormai completate le verifiche nel capoluogo. Una notte accompagnata da cinque scosse di lieve entità ad eccezione di quella che allo scoccare della mezzanotte ha riportato gli strumenti oltre quota 3 di magnitudo. Nessun danno. Intanto il caldo non dà tregua  agli sfollati nelle tende. NUOVO: Le foto dei lettoriSOTTOSCRIZIONE: "Coraggio, aiutiamoli!"  INTERATTIVO: Nelle terre colpite dalle scosse

MIRANDOLA RESTRINGE LA ZONA ROSSA. È stata ulteriormente ridotta la ’zona rossà di Mirandola, quella inaccessibile per i danni del terremoto, in seguito a una nuova ordinanza del sindaco Maino Benatti che fa seguito a quella di domenica scorsa. Al momento, quindi, non sono più in ’zona rossà piazza Marconi, dalla Circonvallazione sino all’altezza dei bagni pubblici, oltre al alcuni tratti di via Tabacchi, piazza Bonelli, via Smerieri, via Pico, via Andreoli e via Fanti. In queste vie e piazze - precisa il Comune di Mirandola - è consentito l’accesso ai pedoni, nell’ambito delle aree delimitate dalle transenne, e ai proprietari o aventi diritto sugli immobili prospicienti, per effettuare gli interventi di messa in sicurezzaÿe di ripristino dell’agibilità.

A MODENA 5,5 MILIONI DI DANNI. Cinque milioni e mezzo di euro: è il prezzo che dovrà pagare il Comune di Modena per il terremoto. A tanto, infatti, ammontano i costi per la messa in sicurezza e le riparazioni dei danni negli edifici del territorio comunale. La stima è stata fatta dalla giunta nella seduta di oggi, valutando i risultati dei 700 controlli effettuati su oltre 300 edifici pubblici da parte di 70 tecnici comunali.  I danni maggiori sono negli edifici storici, alcuni dei quali, come il Palazzo dei Musei, dovranno rimanere chiusi al pubblico ancora per diversi mesi, mentre le scuole sono tutte agibili, dai nidi alle medie, con una serie di interventi che dovranno essere realizzati nel corso dell'estate per consentire un regolare avvio dell'anno scolastico. Inagibile è un'area del liceo psicopedagogico Sigonio in via Saragozza sulla quale sono in corso ulteriori approfondimenti, così come sulle chiese e sui teatri. Rimane chiusa al pubblico per l'estate la biblioteca di scienze umane dell'istituto Sigonio: i volumi presi in prestito possono essere restituiti alla portineria della biblioteca Delfini.Inagibili, in attesa di interventi di messa in sicurezza, anche alcuni edifici pubblici come sala Gradoni, sala Canaletto, la sala polivalente di via Viterbo, la sala conferenze e il fabbricato colonico di via Panni, la palazzina scout del parco XXII aprile, il punto lettura di Cognento e il Garage net di via Viterbo. Le verifiche su impianti sportivi e palestre sono ancora in corso, mentre rimane inagibile il parcheggio dell'ex mercato ortofrutticolo in via Ciro Menotti, così come l'ex Borsa merci in via Canaletto, il circolo Asl di via del Pozzo e il cimitero di Albareto vecchio. Gli altri cimiteri, pur con interventi da realizzare, sono tutti agibili. Agibili anche le case protette e gli altri edifici a valenza sociale, con la previsione di piccoli interventi di riparazione. Interventi sono previsti anche nell'area della Fiera.

IL PAPA A CARPI. Il pontefice Benedetto XVI visiterà martedì prossimo 26 giugno le zone terremotate dell'Emilia Romagna. Lo ha annunciato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, precisando che il Papa sarà  accolto a San Marino di Carpi  dal prefetto Franco Gabrielli, capo deldipartimento della Protezione Civile. L' altra tappa sarà a Rovereto di Novi, dove il parroco Ivan Martini è morto nel crollo della sua chiesa. L’annuncio è stato dal direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi.

Il programma della visita. Il programma della visita, diffuso dalla Prefettura della Casa Pontificia, prevede che il Papa parta alle 9.00 in elicottero dall’eliporto vaticano, con atterraggio alle 10.15 nel campo sportivo di San Marino di Carpi, dove sarà accolto dal prefetto Franco Gabrielli, capo del Dipartimento della Protezione Civile. Si trasferirà quindi con il pulmino della Protezione Civile verso Rovereto di Novi, passando all’interno della «zona rossa», presso la chiesa di Santa Caterina di Alessandria. Alle 10.50, il Pontefice arriverà presso l’area degli Impianti sportivi, alla presenza di autorità civili, vescovi, parroci, rappresentanti delle realtà imprenditoriali e fedeli: qui ci saranno il saluto del presidente della Regione Vasco Errani e quindi il discorso di Benedetto XVI. Al termine il Papa saluterà le rappresentanze delle diverse realtà presenti. Alle 11.50, Ratzinger si trasferirà in auto al campo sportivo di San Marino di Carpi, da dove ripartirà in elicottero alle 12.00, per arrivare in Vaticano alle 13.15. Benedetto XVI aveva già espresso conforto e preghiera, stringendosi con affetto attorno alle popolazioni dell’Emilia colpite dal sisma.

L'attenzione del pontefice all'Emilia. All’udienza generale in piazza San Pietro di fine maggio aveva fatto appello agli italiani chiedendo il loro sostegno a favore dei terremotati. “Il mio pensiero va ancora una volta alle care popolazioni dell’Emilia, colpite da ulteriori forti scosse sismiche, che hanno causato vittime e ingenti danni, specialmente alle chiese. Sono vicino con la preghiera e l’affetto ai feriti, come pure a coloro che hanno subito disagi, ed esprimo il più sentito cordoglio ai familiari di quanti hanno perso la vita. Auspico che con l’aiuto di tutti e la solidarietà dell’intera Nazione possa riprendere al più presto la vita normale in quelle terre così duramente provate”. Benedetto XVI ha anche devoluto 500mila euro a favore delle zone colpite dal terremoto, consegnando ai vescovi di Mantova, Modena, Ferrara, Carpi e Bologna le risorse finanziare per aiutare le famiglie particolarmente provate dal sisma.

LA PROTEZIONE CIVILE ASSISTE 14MILA 71 PERSONE Tra Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, a oggi sono 14.071 le persone assistite dal servizio nazionale della protezione civile in 37 campi di accoglienza, nelle strutture al coperto (scuole, palestre e caserme, vagoni letto messi a disposizione da Ferrovie di Stato e genio ferrovieri) e negli alberghi che hanno offerto la loro disponibilità grazie alla convenzione siglata con Federalberghi e Asshotel.  

ALTRE 4MILA ALLOGGI INAGIBILI Sono 11.333 le strutture controllate i Emilia con sopralluoghi di valutazione dell’agibilità post-sismica su edifici pubblici e privati che hanno riportato danni - e su cui quindi occorre fare una valutazione di agibilità mirata con la scheda Aedes (Agibilità e Danno nell’Emergenza Sismica). Di queste, 3.977 sono state classificate agibili, 4.023 inagibili, 1.924 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 606 parzialmente inagibili, 128 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, e 675 inagibili per rischio esterno, ossia a causa di elementi esterni pericolanti il cui crollo potrebbe interessare l’edificio. A comunicarlo è la Protezione civile.  

NOTTE TRANQUILLA MA LA TERRA TORNA A TREMARE. Sono state cinque le scosse di terremoto registrate nella notte nelle zone terremotate dell’Emilia. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), degli eventi sismici avvenuti tra la mezzanotte e le 5:45, il più forte è stato a 00:02 con magnitudo 3.2 ed epicentro tra le province di Modena e Mantova; gli altri hanno avuto magnitudo comprese tra i 2 e i 2.4 gradi della scala Richter.

A SETTEMBRE SCUOLE REGOLARI NELLE ZONE TERREMOTATE. PAROLA DI MINISTRO. «Nelle zone terremotate dell’Emilia Romagna le scuole riapriranno come nelle altre regioni d’Italia, al riavvio dell’anno scolastico, senza ritardi»: lo ha detto lunedì il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ai margini di un incontro con la stampa a Pechino. «Nelle zone dell’Emilia Romagna colpite dai terremoti ci sono situazioni differenti - ha proseguito Profumo - perchè coesistono strutture scolastiche che hanno subito dalle scosse danni più o meno lievi, e altre completamente inagibili. Per le prime, siamo in grado di garantire la messa a punto entro l’inizio dell’anno scolastico. Per le seconde, garantiremo la presenza di strutture alternative». «Le lezioni riprenderanno secondo i tempi stabiliti» ha concluso il ministro dell’Istruzione.

CONTRO IL CALDO 1871 CONDIZIONATORI. Nei campi allestiti per gli sfollati del terremoto sono stati consegnati complessivamente, dalla Protezione civile, 1.871 condizionatori. Questo per far fronte alla ondata di calore che ha investito le zone del sisma. Negli ultimi giorni, infatti, sono aumentate le richieste nelle tendopoli dove il caldo non dà tregua.