Nelle parole una strategia per alleviare la sofferenza

«Spesso le persone che si trovano in una situazione di crisi psicologica non si confrontano con la propria patologia perché questa è stigmatizzata socialmente: l'immagine della malattia mentale che...

«Spesso le persone che si trovano in una situazione di crisi psicologica non si confrontano con la propria patologia perché questa è stigmatizzata socialmente: l'immagine della malattia mentale che viene trasmessa al grande pubblico ha spesso l'effetto di creare paure e comportamenti di rifiuto, nonché diffidenza verso offerte di trattamento corrette». Così si esprime un recente documento del Comitato Economico e Sociale Europeo sul tema della Salute Mentale, richiamando l'attenzione di tutti noi sull'importanza delle parole nel creare (o distruggere) relazioni sociali.

Le parole, infatti, possono far male come schiaffi. Altre volte alleviano un dolore insopportabile. In tutti i casi creano una rappresentazione che “in automatico” influenza il nostro modo di percepire un fenomeno. Parole che associano schizofrenia e depressione a pericolosità e imprevedibilità, generano inevitabilmente rifiuto e discriminazione. Costruiscono una “seconda malattia”, che limita le possibilità di vita e di guarigione delle persone che hanno ricevuto questa diagnosi.

Di qui la scelta di dare la parola ai diretti interessati, alle persone che hanno attraversato la malattia, a quelli che ancora lottano per guadagnare una guarigione possibile, ai loro familiari ed amici, agli operatori che li accompagnano in questo percorso. Dare la parola a chi non l'ha mai avuta è un atto di democrazia e solidarietà, del quale va dato merito alla “Gazzetta” e al suo Direttore. Siamo certi che queste parole faranno bene a chi le pronuncia e a chi le ascolta.

Fabrizio Starace

Direttore Dipartimento

di Salute Mentale

e Dipendenze Patologiche

dell'Ausl di Modena

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