Energia eolica, tutto il fascino del vento

Una torre ancorata al suolo, una cabina che ruota. E poi le pale, il cuore della struttura. L’energia generata con questa tecnologia conquista i colossi del petrolio che si stanno lanciando nel settore

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C'erano una volta i mulini, ci sono oggi file di pale bianche che svettano in mezzo al mare. Ma l'idea è la stessa: sfruttare il vento per generare energia in modo più sostenibile e senza dare fondo a risorse non rinnovabili. Un'idea che affascina persino i colossi del petrolio, che si stanno lanciando nel settore degli impianti eolici, cioè quei sistemi di aerogeneratori in grado di produrre elettricità utilizzando la forza del vento. E gli aerogeneratori altro non sono che le più comunemente dette pale eoliche.

Ma come funzionano? Il loro primo componente è la torre, che può essere in acciaio, legno, cemento o con fibre sintetiche. La forma: tubolare o a traliccio. Per resistere alle oscillazioni, la torre dev'essere ancorata al terreno tramite fondamenta. Queste ultime sono costituite da un plinto (una base, l'unica parte che non può essere completamente rimossa qualora la macchina venga dismessa) in cemento armato, a cui la torre è assicurata con tirafondi, grandi viti in acciaio. In cima alla torre c'è la navicella, una cabina che può ruotare di 180° e nella quale sono contenuti il moltiplicatore di giri, il generatore e il trasformatore. Il primo serve ad aumentare la velocità della rotazione delle pale e mettere in funzione il generatore anche se il vento è debole. Il secondo, appunto, trasforma l'energia meccanica in energia elettrica, la quale viene prodotta in bassa tensione, trasferita al quadro di controllo e poi al trasformatore, dove viene convertita in media tensione. Di solito, alla base è posizionato l'allacciamento alle reti elettriche.

Il sistema di controllo si trova spesso nella navicella e ha due funzioni: gestisce l'aerogeneratore e aziona il dispositivo di sicurezza che lo blocca in caso di anomalie o sovraccarico per eccessiva velocità del vento. La macchina è dotata di un meccanismo che trasmette dati a un centro di monitoraggio, da cui dipende l'attivazione degli interventi di manutenzione. Il sistema frenante, invece, è composto da un freno d'emergenza e da uno di stazionamento. Entrambi mirano ad arrestare il movimento delle pale. Ed è questo il cuore della struttura: il rotore, costituito da un mozzo a cui sono fissate le pale (che possono essere in numero variabile, spesso realizzate in fibra ottica). Talvolta è presente un sistema di imbardata che permette di mantenere l'allineamento tra l'asse del rotore e la direzione del vento.