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Cara plastica: così utile, così dannosa

Fantastica invenzione, un materiale economico e versatile, ha migliorato le nostre vite. Ma ora le sue caratteristiche gli si stanno ritorcendo contro. Vediamo perché
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LA PLASTICA, ha reso possibile la produzione di cose che altrimenti non avrebbero mai visto la luce, ha democratizzato i consumi rendendo accessibili oggetti che erano riservati a pochi. È il materiale economico, versatile, durevole che dagli anni ’50 del secolo scorso ha riempito le nostre case, i nostri frigoriferi, le nostre auto e ha semplificato molto le nostre vite migliorandole. Per il momento. Con il suo libro “La Plastica nel Piatto” il biologo marino Silvio Greco, riconoscendo tutte le virtù di questo straordinario materiale, racconta come e perché quella economicità e durevolezza che l’hanno resa così utile all’uomo gli si stanno ritorcendo contro: l’economicità perché abbiamo finito per abituarci a usare una volta sola cose fatte con un materiale nato per durare; la durevolezza perché dopo averle usate è difficilissimo liberarsene.

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Perché un sacchetto di plastica si dissolva ci vogliono 300 anni, per un filo di nylon 600, per un piatto di plastica, una bottiglia o una carta di credito ce ne vogliono mille. Troppi perché i milioni di tonnellate di plastica che ogni anno buttiamo non finiscano per soffocarci. La loro più grande discarica sono gli oceani, nei quali galleggiano isole di rifiuti, i cui fondali sono coperti da teli, reti da pesca e quanto altro possiamo immaginare, le cui acque sono piene di frammenti (microplastiche e nanoplastiche). Poiché i pesci mangiano quei frammenti e noi mangiamo i pesci, la plastica arriva sui nostri piatti e nei nostri stomaci. Non solo attraverso i pesci in realtà, le nanoplastiche sono nelle carni, nell’acqua in bottiglia, nell’aria che respiriamo. Che non ci faccia bene è sicuro, sull’entità dei danni gli studi sono ora all’inizio. Uscire dal circolo vizioso non sarà facile, la plastica e l’acciaio sono i materiali principali della nostra epoca e un mondo “Plastic free” è un bellissimo slogan senza speranza di diventare realtà. Più concreta è la battaglia per il riciclo e contro il monouso. Ridurre l’usa e getta di piatti, bottiglie, imballaggi ridondanti è possibile, è utile, è civile.

La plastica nel piatto
di Silvio Greco (Giunti)
pagine 192, 18 euro