La guida

Cibo, operazione anti spreco: le app per non buttare via niente

La raccolta nel quartiere Madonnella di Bari (foto: Avanzi Popolo/Facebook
Le applicazioni utili per scambiare informazioni tra chi ha bisogno di prodotti e chi ne ha in eccedenza: per non sprecare alimenti (e in alcuni casi aiutare chi è in difficoltà)
1 minuti di lettura
Oggi con lo smartphone condividiamo foto, informazioni personali, notizie e video: non poteva non nascere l’idea di condividere anche il cibo, lanciando il cosiddetto foodsharing. In fondo, il concetto riprende l’abitudione di un tempo, quando finito lo zucchero, si bussava al vicino, che magari poi ti chiedeva due uova. Attraverso siti internet e applicazioni si incontrano e incrociano le informazioni di chi ha bisogno di prodotti e chi ne ha in eccedenza: obiettivo non sprecare alimenti (e in alcuni casi aiutare chi è in difficoltà).
 
LMSC ovvero Last Minute sotto casa, si definisce un social market e collega la community ai negozi di prossimità. Il cliente riceve le offerte di cibo in eccedenza ancora fresco dai negozianti di zona tramite una notifica sull’App.
 
Too Good To Go segnala agli iscritti quando un ristorante, un bar o una bottega ha delle eccedenze, da vendere a prezzi scontati. Chi è interessato prenota il prodotto e va a ritirarlo per gustarlo a casa.
 
Myfoody è animata dallo stesso principio ma mette in contatto clienti e supermercati che offrono in super offerta prodotti vicini alla scadenza.
 
Bring the Food, nata per mettere in contatto piccole aziende alimentari con eccedenze da smaltire e organizzazioni di volontariato, oggi si è allargata anche alla ristorazione e alla clientela. Sempre all’insegna del no-waste.
 
Avanzi Popolo, è un sito che mette in contatto i luoghi dove si produce lo spreco (famiglie, dettaglianti e ristoratori) e i luoghi del bisogno, con attività che spaziano dalla raccolta e redistribuzione di grandi quantità di prodotti alimentari ai seminari anti-spreco.