Piazza San Marco dopo l'alluvione del 12 novembre 2019 

Venezia sott'acqua, un anno dopo

Con l'alluvione del 12 novembre 2019 la marea raggiunse i 187 cm. Mai così dal '66. Inondata per la seconda volta in meno di 12 ore la Basilica di San Marco

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Centottantasette centimetri. L'acqua così alta a Venezia non si vedeva dal 1966. Il record negativo risale a un anno fa, il 12 novembre, quando un'alluvione violenta e raffiche di vento fino a 100 km orari hanno increspato la Laguna fino a sommergere le calli in modo inatteso. Una tempesta imprevedibile, secondo gli esperti del Cnr-Ismar, che hanno ricordato i 194 centimetri raggiunti cinquantatré anni prima, annunciata solo dalle sirene che alle 5.30 hanno risvegliato la città.

Anche le zone più alte di Venezia sono state invase dall'acqua, così come Chioggia e le isole della Laguna. Due le vittime, entrambi anziani, a Pellestrina. La Basilica di San Marco aveva già subito due mareggiate nelle 24 ore precedenti e di nuovo è finita sotto un metro di acqua, con la cripta sotto il presbiterio completamente sommersa. Un allagamento del genere si era verificato solo altre cinque volte nella storia lunga 1.200 anni della Basilica, tre delle quali negli ultimi 20 anni.

Maltempo, alta marea eccezionale a Venezia: suonano le sirene nella città lagunare


E mentre le linee telefoniche del Centro Maree restavano isolate, il 12 novembre 2019 le sirene del Teatro La Fenice e della Giudecca restavano mute. In varie zone della città si sono susseguiti black-out, specialmente al Lido e in Campo Santa Margherita. L'acqua ha invaso tutto, case e alberghi. Motovedette e gommoni della Guardia costiera hanno prestato soccorsi per tutto il giorno, le gondole sono state sbattute dallo scirocco tra i canali e decine di imbarcazioni hanno rotto gli ormeggi finendo alla deriva.

Venezia, è acqua alta storica: toccati i 187 cm


L"acqua granda", come la chiamano i veneziani, lo scorso anno l'ha fatta grossa e ha continuato anche nei giorni successivi al record toccando i 12 eventi di marea maggiori o uguali a 110 centimetri, cosa che non accadeva dal 2012. Nello stesso mese sono stati quattro gli eventi registrati di marea maggiori o uguali a 140 centimetri: un massimo storico che non si verificava da 150 anni.

Acqua alta a Venezia: al lavoro nella Basilica di San Marco allagata


Venezia si salverà dai cambiamenti climatici? Questo mix di marea e scirocco che in poche ore ha messo in ginocchio la città solleva i dubbi sul futuro delle sue fondamenta, soprattutto alla luce dell'allarme lanciato dai climatologi: gli eventi meteorologici così estremi, dicono, si ripeteranno sempre più spesso. Suona come una condanna ma non è altro, spiegano gli esperti, che la catena causa-effetto legata al riscaldamento globale: la temperatura del mare si alza e i livelli dell'acqua aumentano, fino a mettere in pericolo le 300 milioni di persone che tra isole e regioni costiere potrebbero essere costrette a migrare.

NATIONAL GEOGRAPHIC  Venezia, il futuro del pianeta  (L'integrale)

L'innalzamento della Laguna, secondo uno studio dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), tra il 1872 e il 2016 è già salito di circa 35 centimetri. Riusciremo a salvare questa città garantendo così anche un futuro all'intera umanità? A questa domanda tenta di trovare risposta un documentario di National Geographic, "Venezia, il futuro del Pianeta", in onda il 14 dicembre alle 20.55 (su National Geographic/Sky,403).

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"Venezia continua a essere angustiata. - dichiarava un anno fa il sindaco Luigi Brugnaro cominciando una prima conta sommaria dei danni subiti e lanciando un appello al governo: "Chiediamo di partecipare e capire a che livello è l'organizzazione del Mose perché rischiamo di non farcela più." Quello stesso Mose che un anno dopo, il 3 ottobre 2020, sarebbe finalmente entrato in azione alzando le sue barriere contro la marea.